Stenosi aortica: sintomi, cause e rimedi

La stenosi aortica può essere congenita o avere cause acquisite. I sintomi non sempre sono evidenti. Fra i rimedi, l’intervento chirurgico.

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    Stenosi aortica: quali i sintomi, le cause e i rimedi? Si tratta di una patologia cardiaca, che si caratterizza per il restringimento e per l’ostruzione della valvola aortica. Le cause che possono provocare questa malattia sono tante, fra cui anche la degenerazione senile e le malformazioni congenite. I sintomi variano in base alla gravità della situazione: diventano più evidenti quando l’occlusione è maggiore. Inizialmente il medico può diagnosticare i primi segnali attraverso un esame stetoscopico, poi sono necessarie altre indagini, come l’ecocardiografia e la radiografia del torace.

    I sintomi

    Quando il restringimento della valvola aortica è lieve, non si avvertono sintomi evidenti di stenosi aortica. Il primo segnale che può indicare di incorrere in questa condizione è un soffio cardiaco, che si riscontra dopo un esame stetoscopico. Se il restringimento della valvola aortica è maggiore, si possono manifestare angina pectoris, dispnea da sforzo e sincope.

    Le cause

    Le cause della stenosi aortica vanno considerate a seconda della tipologia del restringimento. Nel caso della stenosi aortica sottovalvolare e in quello della stenosi aortica sopravalvolare, le cause sono congenite. Nella stenosi aortica valvolare, invece, le ragioni possono essere sia congenite che acquisite. Le cause acquisite più comuni sono costituite dalla malattia reumatica e dalla degenerazione senile. In quest’ultima situazione la degenerazione valvolare è di solito causata dalla deposizione di sali di calcio in una parte della valvola.

    I rimedi

    La scelta del trattamento da effettuare dipende dalla gravità della stenosi. In genere si procede attraverso un intervento chirurgico. Tuttavia, prima di optare per questo tipo di operazione, che si rivela molto delicata, bisogna ponderare bene la situazione in cui si trova il paziente. Le possibili operazioni chirurgiche da effettuare sono: la sostituzione della valvola aortica con una protesi, la valvulotomia (un’operazione quasi del tutto abbandonata) oppure la valvuloplastica. Quest’ultimo intervento consiste nel ridurre la stenosi con l’utilizzo di cateteri, che servono a regolare la pressione ventricolare.

    In alcuni casi è indicato un trattamento farmacologico, soprattutto per periodi di tempo brevi. Si usano in genere gli ACE inibitori, i diuretici e gli antibiotici, che vengono utilizzati dopo l’intervento chirurgico, nel caso in cui il paziente abbia effettuato una sostituzione della valvola con una protesi, e servono a prevenire un’eventuale endocardite (infezione batterica delle cavità interne del cuore).