Sport, meglio all’aperto che in palestra

Verde e natura sono le cornici ideali dell’attività fisica, gli sfondi perfetti per le vostre sessioni si sport e allenamento: i benefici all’aria aperta sono superiori a quelli ottenuti in palestra

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    Sport, all'aria aperta è meglio

    Passeggiare in mezzo alla natura, correre al parco, in città, o nel verde sconfinato della campagna è decisamente la scelta migliore per mantenersi in forma, l’allenamento più salutare ed efficace. L’ulteriore conferma dei benefici dello sport all’aria aperta, dell’attività fisica a tutta natura arriva da un recente ricerca internazionale.

    Natura contro palestra? La vittoria spetta alla natura, senza possibilità di appello, quando si tratta di sport e di fare il pieno di benefici durante l’allenamento. Infatti, decidere di allenarsi all’aria aperta, preferire giardini e parchi alle sale chiuse della palestra, è la mossa giusta per garantire la giusta dose di effetti positivi sia al corpo sia alla mente. Ecco quanto è emerso dall’analisi firmata dagli esperti della Nihr Peninsula Collaboration in Leadership for Applied Health Research and Care e dell’European Centre for the Environment and Human Health, e riportata dalla rivista Environmental Science and Technology.

    Monitorando i dati di precedenti sperimentazioni in materia, come alcuni trial che hanno coinvolto quasi mille persone adulte, i ricercatori hanno decretato la “vittoria” dell’esercizio fisico all’aperto sul movimento effettuato fra macchinari, pesi e attrezzi delle palestre.

    Muoversi fa sempre bene, dedicare regolarmente una fetta del proprio tempo libero al fitness è sempre una buona abitudine, ma, se si sceglie di farlo all’aria aperta è meglio. Infatti, svolgere attività fisica in mezzo alla natura garantisce un effetto rivitalizzante ed energetico superiore, con riflessi positivi anche sull’umore e sullo stato d’animo.

    “Il 75% degli europei vive in ambienti urbani e, alla luce dei risultati ottenuti da questo studio, è bene che imparino a riappropriarsi del loro rapporto con la natura, sfruttando ad esempio le zone verdi delle loro città” hanno osservato gli autori dello studio.