Sport: i bambini e il nuoto

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nuoto per bambini

Il nuoto per i bambini rappresenta una delle discipline sportive più complete. Sono infatti molti i benefici che i più piccoli possono trarre dalla pratica di uno sport come il nuoto. Ed ora che si avvicina l’estate è bene cominciare per tempo a fare in modo che i nostri bambini possano prendere delle adeguate lezioni per imparare a stare in acqua.

Dal punto di vista psicologico il nuoto è un vero toccasana che è in grado di far sperimentare ai bambini delle esperienze di autonomia e di sicurezza individuale che fanno bene all’equilibrio psicofisico. Molto importanti sono i tempi da dedicare a questo sport, per fare in modo da ottenere i giusti vantaggi. Bisognerebbe andare infatti in piscina almeno due volte alla settimana per 40 o 50 minuti.

Essenziale è l’approccio del bambino con l’acqua che non deve basarsi affatto sulla costrizione e nel rispetto dei tempi che gli occorrono per ambientarsi e per superare eventuali paure. Dal punto di vista dello sviluppo psicomotorio il nuoto rappresenta uno sport fondamentale. Lo schema corporeo del bambino può maturare più velocemente proprio attraverso il contatto con l’acqua. Il movimento in acqua è molto importante per stimolare tutte quelle percezioni che possano costituire un sano equilibrio tra corpo e mente.

Specifici ausili didattici e adeguate spiegazioni da parte degli istruttori possono far superare la paura di lasciarsi andare in acqua. Il ruolo dei genitori poi è molto importante. Essi devono saper aspettare che il piccolo faccia le sue prime conquiste e devono saper risolvere nel migliore dei modi e senza forzature le eventuali resistenze che il bambino può manifestare nell’intraprendere le lezioni di nuoto. Dopo i primi capricci sicuramente il bambino apprenderà le regole per allenarsi sempre nello sport.

Immagine tratta da: kinderhotels.at

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Fonte | Kataweb

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Mer 09/06/2010 da Gianluca Rini

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Dany 16 novembre 2010 22:06

Verissimo quanto scritto, i bambini non devono essere forzati, aiutati ed affiancati sì, ma forzati no, un po’ in tutte le situazioni. Quello del nuoto è in fondo solo un esempio. Comunque, torno dall’astratto al concreto. Questa estate volevo insegnare a nuotare al mio nipotino, non credevo fosse così difficile, invece di sono dovuta ricredere. Non ne voleva proprio sapere, vabbè, imparerà, mi sono detta. Poi a settembre il medico ha suggerito ai genitori di portarlo a nuoto, soprattutto per la schiena. Non l’ha presa molto bene, ma sai com’è con gli altri bambini, magari…Lo abbiamo iscritto ad un corso di nuoto a Bellavita, un bel centro non distante da casa sua, dove ci sono tanti bambini. Lo ho accompagnato io, e mi sono dovuta ricredere sulle perplessità che avevo. Prime due lezioni a parte, durante le quali in acqua non aveva intenzioni di scendere, dopo mi chiede tutte le settimane di accompagnarlo.

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