Spondilite anchilosante: campagna di sensibilizzazione attraverso il calcio

Spondilite anchilosante: campagna di sensibilizzazione attraverso il calcio

Approfondire le proprie conoscenze sulla spondilite anchilosante in modo divertente: oggi è possibile per quanti vorranno partecipare alla campagna Back in play, giocando a calcio online

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    Campagna di sensibilizzazione sulla spondilite anchilosante

    Campagna di sensibilizzazione sulla spondilite anchilosante Quando si è giovani, inevitabilmente ci si preoccupa poco della propria salute e ancor meno ci si mantiene informati. Però ci sono problematiche, anche serie, che non guardano in faccia all’età. È il caso della spondilite anchilosante, una malattia reumatica infiammatoria cronica della colonna vertebrale che colpisce soprattutto i maschi e compare di solito tra i 17 e i 30 anni di età.

    Ma i ventenni spesso non sanno neppure che cosa sia la spondilite anchilosante. Per aumentare le loro conoscenze su una patologia che può interessarli da vicino è nata, quindi, “Back in Play”, una campagna di sensibilizzazione che sfrutta una delle grandi passioni dei giovani, soprattutto italiani: il calcio. È infatti possibile, collegandosi al sito dell’iniziativa, giocare una mini partita di calcio on-line partecipando ad un coinvolgente campionato europeo e ricevere, allo stesso tempo, informazioni sulla spondilite anchilosante. Un modo interattivo e divertente per imparare che ha già coinvolto 28 Paesi europei.

    “La Spondilite anchilosante è una malattia dolorosa, invalidante, caratterizzata da dolore lombare per cui il paziente sta male a riposo e nelle ore notturne, ha rigidità all’inizio del movimento, soprattutto al mattino, e sta meglio con il prosieguo della deambulazione” spiega il dottor Ignazio Olivieri, del dipartimento di Reumatologia della Regione Basilicata, Ospedale San Carlo di Potenza e Ospedale Madonna delle Grazie di Matera.

    Sintomi che, però, spesso vengono confusi con un comune mal di schiena, più spesso una lombalgia, ritardando pericolosamente la diagnosi.

    “Una diagnosi accurata e tempestiva della malattia può arrivare anche dopo 7-10 anni dal suo esordio e quando il paziente ha già raggiunto una notevole disabilità” afferma il professor Carlomaurizio Montecucco, Presidente della Società Italiana di Reumatologia e Direttore della Cattedra di Reumatologia, Università di Pavia.

    Ecco, quindi, il ruolo della campagna: aumentare le conoscenze, per favorire diagnosi più tempestive, perché questa malattia reumatica è progressiva e invalidante e bisogna affrontarla il prima possibile per evitare disabilità che possono compromettere seriamente la qualità della vita, tanto più se consideriamo la giovane età di insorgenza.

    Sono già più di un milione e mezzo le partite Back in play giocate online, match dove il giocatore deve mettere alla prova la propria capacità tecnica e di controllo, per ottenere il punteggio più alto e competere con il migliore in Europa. La classifica è al momento guidata da un ragazzo che gioca con la maglia finlandese, mentre per le nazioni, alla guida troviamo proprio l’Italia. Una sorpresa se consideriamo che la campagna nella versione italiana ha appena preso il via: segno che il calcio resta ancora un buon veicolo per raggiungere i giovani.

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