Spese mediche: impennata fino al 2050

Spese mediche: impennata fino al 2050

Impennata entro il 2050 della spesa medica pubblica, con un raddoppio della cifra attuale, gia' esorbitante, che porta al tracollo interno di almeno una decina di regioni italiane: le piu' ravi difficolta' in Lazio, Sicilia e Campania

da in Farmaci, Primo Piano, Sanità
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    Parlamento

    Preoccupazione da parte degli addetti ai lavori e dei clienti, che di fronte alle prospettive di un ennesimo rialzo della spesa pubblica in fatto di sanita’ non ci stanno. Le soluzioni non sono a portata di mano, complice l’assenza di un tesoretto e il cattivo andamento del mercato internazionale.

    A dare la notizia l’Osservatorio per la Spesa Pubblica Medica e Sanitaria, che prevede per il 2050 il raddoppio dei prezzi, in media, con la conferma da parte delle ipotesi inflazionistiche.

    Lo stesso allarme e’ stato dato nell’annuncio del ‘Libro verde sul Welfare’, proposto in questi giorni, per opera del Ministro al Lavoro e alla Salute, Maurizio Sacconi.

    I dati non sono incoraggianti: le Regioni in cui c’e’ deficit in Italia sono 13, di queste la situazione e’ sull’orlo del tracollo in Lazio, Campania e Sicilia.

    A peggiorare un quadro in cui l’aumento della spesa in euro e’ direttamente proporzionale alla meta’ o poco meno della diminuzione del PIL, c’e’ una situazione di stallo in fatto di crescita della popolazione, crescita di poco superiore alla meta’ unita’, con un rapido invecchiamento della popolazione, che rimane a essere curata da una fetta sottile di componenti produttivi, proporzionalmente sbagliato il rapporto non consente previsioni felici.

    A questo sia aggiunta la cronicizzazione delle malattie anche in soggetti produttivi e e cure di soggetti giovani e bambini, che hanno anche esse un costo.

    Non sarebbero quindi tecnica e mezzi, ma costi elevati per bassa qualita’ di servizio a rendere ostacolato il percorso di risanamento; poca elasticita’ e molta migrazione sanitaria tra le Regioni non consentirebbero inoltre una previsione di spesa medica, causando sprechi, malfunzionamenti e disorganizzazione sanitaria.

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