Spese mediche e spalle coperte: il punto della situazione

Spese mediche e spalle coperte: il punto della situazione
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    europassistance

    In fatto di Sanita’ i meno soddisfatti sembrano essere gli italiani, che secondo le ricerche fatte dalla compagia di assicurazione Europ Assistance, sulla base dei dati che raccoglie con finalita’ contrattuali, le attitudini e le aspettative dei cittadini europei in fatto di sanita’ sarebbero piu’ alte di quelle della media degli italiani, questo almeno e’ quanto emerge dalle statistiche ed e’ stato presentato a Parigi in questi giorni.

    I dati sono stati elaborati dall’Istituto di ricerca CSA, e con il think tank Cercle Sante’ Societe’ di Parigi, che intende stimolare un dialogo politico sulle problematiche sanitarie e sugli aspetti economici che la sanita’ va a toccare.

    Sono 5 complessivamente i paesi europei sui quali si e’ cominciato a lavorare grazie all’aiuto dato dalla societa’ privata nella raccolta dei dati, sarebbero cioe’: Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia, che sono stati chiamati a esprimere, a fine ottobre dello scorso anno, la propria opinione sulle tematiche di carattere generale nell’ambito sanitario e su alcuni argomenti tecnici di organizzazione interna sanitaria.

    Proprio da questa ricerca sono emersi i dati piu’ eclatanti: l’Italia e’ ai primi posti in fatto di delusi e di deludenti, mancano ordine, rigore e organizzazione, la qualita’ dei servizi ospedalieri e’ bassa e le consulenze mediche sono troppo poche o comunque si necessita di una maggiore flessibilita’ dei consulenti medici.

    Per il 64% della popolazione
    i tempi di attesa sono troppo lunghi, e cio’ e’ confermato anche in confronto alla media europea, mentre i soldi pubblici destinati alla sanita’ sono troppo pochi, o comunque insufficienti ai bisogni.

    Le cure, secondo gli italiani, vanno bene anche se fatte all’estero, purche’ vi sia tempestivita’, e specialmente si ricorre al nord europa in fatto di terapie specialistiche.

    Inglesi, Francesi e Italiani sono i nomadi della sanita’, poco o niente sentito questo problema in Germania e Svezia.

    Disposti a pagare pur di avere le giuste cure in tempo utile, anche se per trovare soluzioni si prediligono i metodi tradizionali, infatti il 60% degli intervistati in Italia non ha mai usato internet per cercare un valido specialista.

    In fatto di vitalizi e assicurazioni solo il 13% ritiene necessario avere le spalle coperte, mentre si preferisce usufruire dei servizi di assistenza del pubblico, gratuiti e garantiti, anche se i soldi sono sempre troppo pochi non si ritiene adatto nella maggioranza dei casi pensare a una soluzione alternativa.

    Richiesto un aiuto per il danaro da destinare alle cure a domicilio, mentre per la maggioranza degli europei e’ piu’ adatto il sistema misto, che associa il finanziamento pubblico al contributo privato.

    Poche le persone che decidono per l’autosufficienza, sottoscrivendo una polizza, mentre maggiore e’ la propensione alla copertura assicurativa facoltativa.

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