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Sonno pesante? Possibile, se il cervello “spegne” i rumori

Sonno pesante? Possibile, se il cervello “spegne” i rumori

Il sonno pesante, quella invidiabile capacità di dormire anche in presenza di rumorosi compagni notturni, ha una spiegazione scientifica: il talamo può spegnere i rumori durante il sonno

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    Dormire nonostante il rumore

    Dormire anche nel bel mezzo di un caos infernale? Per alcuni non è un’impresa impossibile, anzi, è la consuetudine. Infatti, ci sono alcuni fortunati “dormiglioni” che riescono a prendere sonno e a tirare fino alla mattina dopo senza troppi fastidi anche quando non regnano silenzio e tranquillità. Ora, questa invidiabile capacità di dormire ovunque, nonostante i rumori o il chiasso, ha una spiegazione scientifica, grazie alle recenti scoperte di un gruppo di ricercatori statunitensi.

    Voci, squilli assordanti, musica a tutto volume non bastano a svegliarli o, meglio, a turbare i loro sonni traquilli e la spiegazione è tutta nel cervello: secondo i risultati di uno studio americano, condotto dai ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, il sonno, più o meno a “prova di bomba” dipende da come il cervello imposta una delle fasi del riposo, lo stadio 2 di quella non-rem.

    Nella ricerca d’oltreoceano, pubblicata su Current Biology, gli esperti sottolineano come le onde cerebrali, durante il riposo notturno, assumano contorni precisi e caratteristiche definite, diventando lente e organizzate.

    12 i volontari coinvolti nella sperimentazione, che sono stati monitorati durante il sonno, attraverso l’utilizzo di un elettroencefalogramma per tre notti: la prima notte è stata silenziosa, priva di rumori o stimoli esterni fastidiosi, mentre le due successive sono state caratterizzate da elementi di disturbo ripetuti, come lo squillo del telefono o i rumori del traffico.


    Mentre si dorme, ogni cervello risponde in modo spontaneo e con modalità differenti agli stimoli proposti: riuscire a dormire beatamente anche in mezzo a elevati decibel di frastuono è una capacità resa possibile da una parte precisa del cervello, il talamo, una struttura del sistema nervoso centrale che funge da centro di “smistamento”, una sorta di punto di passaggio, di molte delle informazioni sensoriali ricevute, che, secondo la recente scoperta statunitense, sarebbe in grado di “spegnere” gli stimoli rumorosi durante il sonno.

    “Più il cervello produce le onde corrispondenti allo stadio 2 del sonno non-rem, più è in grado di bloccare gli effetti negativi dei suoni, e più è probabile che si resterà addormentati anche in mezzo al rumore. Il talamo sembra avere la capacità di bloccare l’accesso delle informazioni sensoriali alle aree del cervello che percepiscono e reagiscono al suono, e i nostri dati forniscono la prova che le onde della fase 2 del sonno non-rem facciano da ‘rilevatori’ di questo blocco. Un cervello che produce più onde in fase 2 del sonno non-Rem dà vita a un sonno più stabile, anche di fronte al rumore” hanno sottolineato gli autori della ricerca.

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