Sonno: la pensione lo aiuta

Una ricerca condotta in Finlandia è riuscita a dimostrare che in pensione i disturbi del sonno si riducono notevolmente in seguito al diminuire dello stress

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    I disturbi legati al sonno posso rappresentare una grande fonte di disagio per chi li vive notte per notte, facendo molta fatica ad addormentarsi. Spesso si può soffrire di insonnia perché si presentano anche dei disturbi legati all’ansia. Ma in genere sono anche le piccole preoccupazioni della vita quotidiana che non permettono di dormire al meglio. Per non parlare poi dei pensieri che riguardano il lavoro e che sono anch’essi fonte di stress.

    Lo stress può incidere profondamente sulla qualità del nostro sonno. Ma quando si va in pensione sembra che i disturbi del sonno comincino a demordere. E’ quello che sono riusciti a scoprire i ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia. Gli studiosi hanno portato avanti una ricerca che ha coinvolto più di 14.000 soggetti, buona parte dei quali soffriva di difficoltà nel prendere sonno.

    I soggetti sono stati seguiti per un periodo di sette anni prima della pensione e per altri sette anni dopo il pensionamento. Al termine di questo periodo si è riscontrato che gli individui che soffrivano d’insonnia prima della pensione dopo alcuni anni che avevano lasciato il lavoro riuscivano a riposare meglio e i disturbi legati al sonno di cui soffrivano si erano ridotti del 26%.

    Il tutto sarebbe spiegabile considerando la riduzione dello stress che l’attività lavorativa comporta. Visto che comunque un ciclo di sonno regolare incide profondamente sul nostro benessere, è importante riuscire ad attivare ad ogni età e in ogni situazione le giuste strategie di gestione della fatica e dello stress, per fare in modo che l’insonnia da caso sporadico non diventi pervasiva, condizionando molti aspetti della nostra vita.

    Immagine tratta da: migliorblog.it