Sonno: l’apnea causa danni al cervello

L’apnea notturna, è un disturbo del sonno molto diffuso, in tutte le fasce di età, soprattutto nel sesso maschile

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    Secondo un recente studio australiano, l’apnea durante il sonno provocherebbe dei danni a carico del cervello. Un gruppo di ricercatori ha eseguito una serie di esami diagnostici, scintigrafie cerebrali e risonanze magnetiche, su 60 pazienti che soffrivano di apnea notturna, e su 60 pazienti che non ne soffrivano. Da questi studi è risultato che la materia grigia, la parte del cervello adibita al pensiero e all’elaborazione, durante l’apnea notturna, subisce una riduzione.

    Che cos’è l’apnea notturna, chiamata anche sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)? E’ un disturbo respiratorio del sonno, molto diffuso, che provoca problemi a livello della salute e della condizione sociale. Questo disturbo, secondo le statistiche, sono molto frequenti ed associati a varie patologie: 1/3 della popolazione soffre di insonnia, ½ di diabete, ipertensione e malattie cardiache, il 5% presenta il disturbo di apnea notturna. Cosa succede in questo caso? Si ha un collasso delle vie respiratorie con alternata chiusura parziale dell’ipofaringe e con lo sforzo successivo di inspirare per poter riaprire il passaggio dell’aria.

    Il disturbo di apnea notturna, è molto più diffuso negli uomini, il 4%, mentre nelle donne è il 2%, in una fascia di età compresa tra i 30 ed i 60 anni. Le persone più a rischio sono quelle in sovrappeso ed obese. Quindi tale disturbo, è proprio pericoloso, dato il “non respiro” notturno, ed in più, come dimostra lo studio australiano e gli esami clinici, la riduzione della materia grigia. Ricerca molto importante che giustificherebbe molti danni cerebrali.