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Sonno: chi si sveglia più tardi ha un vantaggio cognitivo

Sonno: chi si sveglia più tardi ha un vantaggio cognitivo

A dircelo stavolta è Christina Schmidt, dell’Università di Liege, in Belgio che sarebbe addivenuta a queste conclusioni analizzando l’attività cerebrali di un numero cospicuo di volontari

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    Sveglia

    Finalmente giustizia è stata fatta…. Quante volte le persone che la mattina indugiano ad alzarsi perché, per abitudine, vanno a letto più tardi, magari affetti da un po’ di insonnia, sono stati additati come dei semi perdigiorno, partendo dall’idea che sono attivi solo coloro che al mattino sono vispi come grilli? Ma adesso la scienza da un’interpretazione diversa del fenomeno.

    Infatti la Comunità Scientifica avrebbe stabilito che, purchè i ritmi di sonno vengano in qualche modo rispettati, i soggetti meno mattinieri hanno un vantaggio cognitivo maggiore rispetto agli altri. A dircelo stavolta è Christina Schmidt, dell’Università di Liege, in Belgio che sarebbe addivenuta a queste conclusioni analizzando l’attività cerebrali di un numero cospicuo di volontari.

    Intanto sfatiamo l’idea che a decidere l’orario migliore per andare a dormire sia l’abitudine e l’ambiente dove si vive, la spiegazione è biologica e risiede nel cervello, ovvero nel nucleo soprachiasmatico quello che si adatta al ciclo circadiano e che adatta l’individuo all’alternarsi del giorno con la notte ed è questa zona emisferica cerebrale che induce ad andare a letto presto la sera o a notte inoltrata. Poi c’è un altro fattore che risente della necessità o meno di recuperare energia col sonno e questo dipende dalle ore di sonno che avremo accumulato nel corso delle notti.


    A questo punto facciamo un’altra scoperta importante, non è vero che la migliore performance prestazionale si ha alle prime ore che ci separano dal risveglio, ovvero dopo la scorta di ore di riposo che abbiamo fatto, perché anche in questo caso la linea di confine fra i mattinieri e i tira-tardi si fa più netta, infatti la pressione del sonno cresce nel corso della giornata più velocemente negli individui con un’attitudine mattiniera, incidendo sulla prestazione cognitiva e meno negli altri.

    I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science e rivestono un’importanza non solo in ambito accademico, ma anche pratico; “ le analisi del rischio attuali usano le ore in cui una persona ha lavorato per calcolare in quale momento delle giornata è più a rischio di avere un incidente “, ha detto la ricercatrice, oltre al fatto di comprendere al meglio le abitudini serali e mattinieri degli individui divisi per l’orario di massima in cui intendono andare a dormire.

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