Sonnambulismo: ora anche su internet

Sonnambulismo: ora anche su internet

Il sonnambulismo notturno è un fenomeno che riguarda in genere i bambini tra i 5 e i 12 anni, ma anche gli adulti, specie in momenti di stanchezza, di stress, o in cui si usano medicinali per dormire

da in Benessere, Psicologia, Sedativi, Sonnambulismo
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    Posta elettronica

    Ci siamo, il sonnambulismo sta facendo le sue prime vittime, e non si tratta di fenomeni stravaganti, ma di tecno sonnambulismo. La causa? Lo stress, la stanchezza, l’uso di psicofarmaci o di sedativi. Stare su internet per ore ed ore di notte può causare una sindrome notturna chiamata “zzz-mail”: a darle un nome così spiritoso è stata l’Università di Toledo, che ha notato come sia possibile passare dei momenti in dormi-veglia, davanti allo schermo, producendo testi senza senso e messaggi in mail che non sono connessi alla realtà e dei quali lo scrivente non è memore.

    Il fenomeno del sonnambulismo su internet non deve affatto stupire, se si pensa che il cervello non fatica certo a dare in-put alle dita per scrivere. Con una buona manualità sulla tastiera non è del tutto incomprensibile lo sviluppo di questo fenomeno.

    Il primo caso testato è di una donna, spagnola, che secondo quanto riportato su “Sleep Medicine” avrebbe connesso il suo computer alla rete e inviato messaggi senza ricordarsi di aver compiuto queste azioni, cioè mentre dormiva.

    La donna ha 44 anni, la notte del fatto è andata a letto alle 22.00 ma dal suo PC a partire da dopo mezzanotte sono fioccati messaggi, di cui la donna non ha nessuna rimembranza.

    Le e-mail della donna contenevano parole di invito e messaggi per gli amici, niente invettive, niente di particolare, qualche errore ortografico o di forma, ma niente di più.

    La paziente non soffre usualmente di sonnambulismo, ma in questo caso i suoi messaggi sono partiti inconsciamente. Secondo gli specialisti in fenomeni del sonno sarebbero degli episodi che, anche se hanno sconvolto la donna, sono essenzialmente legati al suo stato d’animo e al suo stato di stanchezza in assoluto.

    Per il momento non è chiaro come mai la paziente oltre ad essersi alzata dal letto abbia pensato al PC; ma la terapia per curare eventuali fenomeni del genere che si ripetessero insistentemente consiste in farmaci ansiolitici e iponotici, per non incorrere in pericoli più importanti.

    Fonte: Repubblica
    Foto da Studio Celentano

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