Solidarietà: sms per salvare i bambini cardiopatici

Solidarietà: sms per salvare i bambini cardiopatici

I bambini cardiopatici, che nascono nelle zone più povere del mondo, hanno bisogno di aiuto: per aiutarli, basta mandare un sms o chiamare il numero 45507

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    sms solidale per i bambini cardiopatici

    Un piccolo, grande gesto, che può salvare tante piccole vite, oltre 300 bambini gravemente cardiopatici, nati in Africa, Asia ed Est Europa. Basta un sms o una telefonata per contribuire in modo concreto all’iniziativa “Cuore di bimbi”, promossa dalla Fondazione “Aiutare i bambini”, che durerà fino al 28 febbraio. Il numero è 45507: si possono donare 2 euro, mandando un sms, 2 o 5 euro, chiamando da rete fissa.

    I numeri fanno davvero paura: nel mondo, ogni anno, raggiunge quota un milione il numero dei bambini affetti da cardiopatie e malformazioni cardiache congenite; circa la metà di loro, per riuscire a sopravvivere e a condurre una vita degna di essere definita tale, avrebbe bisogno di un intervento chirurgico entro il primo anno di vita. Il condizionale è d’obbligo, purtroppo, perché in molti Paesi, dove scarseggiano strutture e risorse, umane ed economiche, operazioni chirurgiche così complesse sono praticamente impossibili.

    La campagna “Cuore di bimbi” nasce proprio per dare anche ai bambini cardiopatici nati nelle zone più povere del pianeta le stesse speranze di vita dei loro coetanei. La raccolta fondi, anche attraverso gli sms solidali, ha come scopo l’invio in missione all’estero equipe di medici italiani volontari, specializzati in operazioni pediatriche al cuore.


    Sono otto le missioni attualmente in calendario per quest’anno, 2012: in Kazakistan, con gli esperti degli Ospedali Riuniti di Bergamo; in Uzbekistan (Ospedali Riuniti di Bergamo e del Niguarda di Milano); in Eritrea, con il team dell’ospedale Pasquinucci di Massa; in Camerun, con l’equipe di specialisti del Policlinico di San Donato milanese. Gli impegni non finiscono qui. In Cambogia, Nepal e Sudan, la Fondazione si farà carico dei costi di 110 operazioni; 20 bambini, provenienti dal Kosovo e dallo Zimbabwe, saranno, invece, operati in Italia.

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