Smettere di russare con la nuova tecnica “delle tende a pacchetto”

Smettere di russare con la nuova tecnica “delle tende a pacchetto”

Addio russamento e notti insonni, grazie a una tecnica chirurgica senza rischi o effetti collaterali studiata da un team di ricercatori italiani

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    Addio russamento con la tecnica delle tende a pacchetto

    Se per chi lo fa il problema è relativo, per chi lo subisce l’inconveniente notturno del russamento può trasformarsi in un vero incubo causa di insonnia e nervosismo. Buone notizie proprio per questo esercito di partner, amici, figli e genitori costretti a dividere i loro “sogni d’oro” ogni notte con lo sgradevole suono prodotto da chi russa: una nuova soluzione chirurgica reversibile e ripetibile potrebbe risolvere, una volta per tutte, il fastidiosi disturbo, restituendo notti tranquille a migliaia di italiani.

    La novità anti-russamento, che potrebbe regalare nuovamente il sonno a molti, la nuova tecnica, definita “delle tende a pacchetto”, è stata progettata e messa a punto da un team di esperti del Policlinico di Milano ed è già utilizzata, con soddisfazione e successo, da 25 persone.

    Il nome della metodica innovativa è già “un programma”: il meccanismo sfruttato è molto simile a quello utilizzato per muovere, chiudere e gestire le tende a pacchetto, per calibrare e modificare la quantità di luce che lasciano filtrare. Come se fossero tende da tirare, nel caso della tecnica contro il russamento, vengono sollevati i tessuti della gola. E’ proprio lì, nelle pareti mucose delle prime vie respiratorie, infatti, a causa della loro vibrazione, complice il passaggio forzato dell’aria nei punti in cui esse vengono a toccarsi reciprocamente, che si scatena il russamento.

    “Il meccanismo della tenda a pacchetto viene applicato a ugola e palato molle attraverso l’inserimento di speciali fili di sutura che, tirati, regolati opportunamente e quindi annodati, favoriscono il passaggio dell’aria, impedendo la vibrazione di questi tessuti e di conseguenza il rumore che generano nel russatore. Per ampliare lo spazio e far passare più aria si può inoltre agire anche sui pilastri tonsillari posteriori che, con lo stesso metodo, possono essere spostati in avanti e di lato” ha osservato l’ideatore della nuova metodica, il professor Mario Mantovani dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

    Non c’è paragone con le tecniche di intervento tradizionali, come la uvulofaringopalatoplastica (implica l’asportazione delle tonsille), la nuova tecnica elimina questo problema fastidioso, spesso insopportabile, ma non lede nessun tessuto completamente, li mantiene integri e non causa nessun effetto collaterale.


    “Per ora l’intervento è indicato solo nel russatore semplice o con apnee notturne di grado lieve. L’operazione richiede l’anestesia generale perché i riflessi provocati dalle manovre chirurgiche per annodare i fili all’interno della bocca sarebbero altrimenti mal sopportati dal paziente e impedirebbero al chirurgo di agire con la necessaria accuratezza. Stiamo però già sviluppando delle migliorie basate sull’uso di fili speciali riassorbibili che non hanno bisogno di essere annodati. Se otterremo gli stessi risultati potremo pensare a un intervento ancora meno invasivo eseguibile senza l’anestesia generale. Il disagio postoperatorio è minimo, il paziente avverte sono una sensazione transitoria di gonfiore che dura non più di 24-36 ore” ha aggiunto l’esperto.

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