Slogatura: sintomi, cause, cura e tempi di recupero

Slogatura: sintomi, cause, cura e tempi di recupero

La slogatura è una lesione articolare

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    La slogatura consiste in una lesione articolare, che determina un movimento particolare a carico dell’articolazione. Si tratta di solito dell’assunzione di una posizione, che va oltre i limiti della stessa articolazione. In questa maniera accade che i capi articolari rimangono disgiunti. Tutto ciò si risolve in sintomi precisi: dolore e gonfiore. La slogatura può colpire varie parti del corpo, come il polso, il braccio, la spalla, il ginocchio, la caviglia, il piede o il dito. Le cause possono essere varie ed è necessario ricorrere ad una specifica terapia, nell’ambito della quale è fondamentale l’applicazione del ghiaccio e l’uso di farmaci analgesici.

    I sintomi

    I sintomi della slogatura sono rappresentati soprattutto dal dolore e dal gonfiore. La sensazione dolorosa diventa più acuta alla palpazione. Può verificarsi anche un versamento di sangue, che produce ecchimosi a livello della cute, ma è visibile nello specifico una deformazione dell’articolazione. I movimenti risultano molto limitati, se non impossibili. Il soggetto mostra instabilità articolare.

    Le cause

    Le cause della slogatura sono da rintracciare nella lacerazione della capsula articolare.

    Il capo articolare non riesce più a rientrare nella cavità, all’interno della quale di solito si trova. In genere il tutto avviene in seguito ad un trauma, comunque è da ricordare che ci sono anche le slogature congenite, che dipendono da una situazione che si viene a verificare prima della nascita. Caratteristica, a questo proposito, è la lussazione congenita dell’anca.

    La cura e i tempi di recupero

    La cura della slogatura si basa, come pronto intervento, nel cercare di far restare immobile la parte colpita, evitando di tentare di rimettere a posto la giuntura. Se un gesto di questo tipo è fatto da persone non competenti, si può incorrere in altri danni. Meglio, quindi, affidarsi a degli esperti, limitandosi ad applicare il ghiaccio. Quest’ultimo è molto importante per ridurre il gonfiore e va applicato per 15-20 minuti diverse volte al giorno.

    Nei casi più lievi si può fare ricorso agli analgesici da banco, come l’ibuprofene o il paracetamolo, che servono ad alleviare il dolore. La zona interessata può essere compressa con una benda elastica, anche se questa non deve essere applicata in maniera troppo stretta, per non fermare la circolazione.

    Per quanto riguarda i tempi di recupero, bisogna tenere presente che, nei casi gravi, bisogna aspettare dalle tre alle cinque settimane. Nel caso di lesioni lievi, è sufficiente astenersi dagli sforzi per un periodo compreso dai due ai sette giorni.

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