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Sindrome premestruale: dal latte la cura

Sindrome premestruale: dal latte la cura

Il calcio e la vitamina D, accertato che hanno un ruolo positivo nel contrastare la sindrome premestruale

da in Alimentazione, Salute Donna, Vitamina D, Sindrome premestruale
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    Il latte ed i suoi derivati sarebbero efficaci per contrastare la sindrome premestruale

    Ne soffre fino al 20% della popolazione femminile ed è sicuramente un fastidio per la qualità della vita delle donne che soffrono, in quei famosi giorni, della Sindrome premestruale.
    Diversi farmaci per contrastarla, ma pochi benefici
    Fino adesso si è ricorso a diverse soluzioni farmacologiche, nel tentativo di arginare, in parte, il disturbo. Tuttavia, i risultati auspicati non sempre sono stati incoraggianti, non tanto per lo scarso beneficio derivante dal farmaco in se e per se, pensiamo agli antidepressivi di ultima generazione, agli antinfiammatori non steroidei, agli anticoncezionali, ma, spesso,per via degli effetti collaterali risultanti peggiori del rimedio che tali farmaci si prefiggono di curare. Stesso discorso vale per i prodotti fitoterapici estratti da piante medicinali e somministrate sotto forma di infusi, decotti e tisane che, sovente, esauriscono la loro azione nell’ arco di qualche ora, senza intervenire efficacemente sul problema.

    Il rimedio dalla dieta
    Senza con questo sostenere la scarsa utilità, in assoluto, di quanto oggi la moderna farmacologia mette a disposizione, ce ne guarderemmo bene dal farlo, ci piace anche pensare alla possibilità di ricorrere ad altri rimedi rappresentati, in questo caso, dalla alimentazione,limitatamente all’ apporto di calcio e Vitamina D, atteso che, secondo recenti acquisizioni, l’ incremento di questo minerale, in associazione alla vitamina, indispensabile per fissarlo alle ossa,ha effetti positivi contrapponendosi alla sindrome, come risulterebbe da uno studio condotto su 248 donne che hanno assunto 1.200 mg. di calcio al giorno, addizionato con la vitamina D, riscontrando in esse, la riduzione dei sintomi imputati al disturbo.

    Il rimedio naturale
    Proprio per la delicatezza del problema, si è ricorso ad un’ altro studio, su larga scala, effettuato negli anni e riportato in una sorta di coacervo di dati del “ Nurse’s Health Study 2”, secondo il quale, su 1.052 donne affette dalla sindrome, è stata monitorata la quantità di calcio presente nel sangue e, anche in questo campione, si è notato il beneficio derivante dall’ assunzione di questo minerale in associazione con la vitamina D, annotando che, proprio in quelle persone che assumevano regolarmente il calcio, la riduzione del disturbo risultava significativa, anche in ragione del 20% . Ma un fatto importante emergeva dallo stesso studio, ovvero, in coloro che ricavavano il calcio solo dagli alimenti, la riduzione era destinata a crescere fino ed oltre il 30%, molto di più, anche fino ed oltre il 40%, in quelle donne forti consumatrici di cibi ricchi di calcio e vitamina D .

    Ma quello che maggiormente suggerisce tale lavoro scientifico,è il beneficio che tali volontarie riscontravano dal consumo di latte, alimento notoriamente ricco di questi microelementi, rilevando che, le donne che consumano quattro razioni dell’alimento al giorno riferiscono una riduzione pari al 32% dei sintomi, rispetto a coloro che ne consumano solo una razione alla settimana, percentuale che si approssima, quasi, al 50%, fra coloro che consumano la stessa quantità delle prime, purchè trattasi di latte scremato o parzialmente scremato. Da ciò si è giunti alla importante conclusione secondo la quale, al variare della produzione degli estrogeni endogeni durante l’ ovulazione, si acuirebbero i sintomi della sindrome premestruale e, il ruolo del calcio e della vitamina D, contenuta principalmente in latte e suoi derivati, è fondamentale in quanto capace di ridurre le impennate dei livelli di estrogeni in circolo responsabili dei fastidi di quei giorni.

    Dunque, se è il calcio e la vitamina D in esso disciolta a contrastare la sindrome premestruale, si capisce bene che l’integrazione di questi elementi è, quasi sempre, sufficiente a ridurne i disturbi,purchè essi non siano messi in relazione con eventuali patologie da curare. Fermo restando che, anche in questo caso, dovrà essere il proprio medico curante a suggerire l’approccio al disturbo lamentato dalla paziente, nei casi in cui si propendesse per un maggior apporto di calcio e vitamina D, si è anche più propensi a considerare la possibilità che esso avvenga con la sola dieta, incrementando il consumo di quei cibi che li contengono, piuttosto che rivolgersi ai farmaci, ciò, perché, nel possibile, rende più fisiologico l’approccio al disturbo lamentato e su questa linea, si consigliano l’assunzione, mediamente, di 4 porzioni di latte o di yohurth al giorno, qualora non vi siano controindicazioni verso tali alimenti.

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