Sindrome di Tourette: diagnosi e cure

La sindrome di Tourette è un quadro comportamentale caratterizzato da tic motori e fonatori, che si manifestano entro i 18 anni

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    La sindrome di Tourette si caratterizza come un disordine neurologico che si manifesta a partire dall’infanzia con l’insorgenza di tic sia motori che fonatori. La gravità della malattia può variare e si possono raggiungere anche livelli invalidanti. La sindrome deve il suo nome al neurologo francese Georges Gilles de la Tourette, che la mise in evidenza nell’800. In generale non potremmo parlare di una malattia in particolare, ma di un quadro comportamentale che si distingue per differenti manifestazioni, anche cognitive, rintracciabili allo stesso tempo in altre sindromi. Ecco perché spesso non è facile giungere ad una diagnosi della sindrome di Tourette.

    Sindrome di Tourette: diagnosi secondo i criteri del DSM-IV-TR

    Secondo i criteri messi in evidenza dal DSM-IV-TR, per poter diagnosticare la sindrome di Tourette, un individuo deve presentare uno o due tic motori e almeno un tic di tipo sonoro. E’ da ricordare che comunque questi tic non necessariamente devono presentarsi contemporaneamente. L’età di esordio deve essere inferiore ai 18 anni e i tic, disturbo da bambini, non devono essere determinati da altre condizioni mediche né dall’abuso di sostanze.

    I tic partono dal viso, per poi estendersi, fino a coinvolgere le zone più periferiche del corpo. In ogni caso le parti più colpite sono la testa, il collo, le spalle e le braccia. Da tenere presente che i tic tendono a diventare più gravi in situazioni stressanti o particolarmente coinvolgenti, mentre diminuiscono nel caso di quelle attività che richiedono un’attenzione focalizzata.

    A volte la sindrome di Tourette è associata a disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività, che rendono più complesso il quadro, specialmente nella sindrome di Tourette nei bambini.

    Sindrome di Tourette: cure a cui si fa ricorso

    Nell’ambito delle cure per la sindrome di Tourette un posto di primo piano è occupato dall’abbinamento delle terapie a base di farmaci con la riabilitazione di carattere neurologico, in modo da provvedere ad una rieducazione degli schemi motori. A livello sperimentale viene praticato l’innesto cerebrale di elettrodi, ma si tratta di un intervento che viene effettuato solo in casi molto particolari, in condizioni molto gravi, che non hanno risposto positivamente a nessun’altra possibilità di cura.

    I farmaci generalmente usati per la terapia della Sindrome di Tourette sono a base di molecole l’aloperidolo, la clonidina e la clomipramina. Si fa anche ricorso ai farmaci SSRI serotoninergici, che agiscono contro gli effetti motori della sindrome e contro i sintomi della sindrome di Tourette improntati all’ossessività.