Sindrome di Rembrandt: sintomi, cause e rimedi

Sindrome di Rembrandt: sintomi, cause e rimedi
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    Sindrome di Rembrandt: quali i sintomi, le cause e i rimedi? Si tratta di una malattia infiammatoria cronica della pelle, che è più diffusa di quanto si possa pensare. La sindrome di Rembrandt viene chiamata così, facendo riferimento al noto pittore olandese che soffriva di problemi legati alla rosacea. Può arrivare a compromettere la qualità della vita, soprattutto per l’imbarazzo che crea una condizione di disagio psicologico. I rimedi esistono, basta fare ricorso al laser, come sottolineano gli esperti di medicina estetica e dermatologia.

    La rosacea coinvolge i vasi sanguigni particolarmente sensibili ed entrano in gioco fattori che riguardano il sistema immunitario iperattivo. I principali segni sono costituiti da un rossore persistente e dal gonfiore della pelle.

    Gli esperti non conoscono ancora in modo certo le cause della rosacea. Potrebbero entrare in gioco vari fattori:

    • eccessivo esercizio fisico,
    • abuso di alcol,
    • consumo di cibi particolarmente piccanti,
    • caratteristiche genetiche,
    • esposizione al sole,
    • fumo,
    • reazioni dell’organismo ad alcuni batteri che vivono sulla pelle dell’uomo, come il Bacillus Oleronius o il Demodex.

    La sindrome di Rembrandt può essere fonte di ansia e di stress e comporta delle conseguenze sull’emotività. Secondo gli esperti, queste patologie cutanee possono avere gravi effetti sull’autostima, facendo provare disagio nel lavoro e nella sfera sociale. Il 22% di chi è affetto da questa malattia soffre anche di una vera depressione.

    Alison Vidimos, capo del Cleveland Clinic’s Department of Dermatology, sull’argomento ha dichiarato: “Immaginate di avere un importante rossore sul viso anche quando non siete in imbarazzo, un bel problema per le persone affette da rosacea”.

    I dermatologi suggeriscono a chi è affetto dalla patologia di ricorrere al laser, che rappresenta un’ottima soluzione, in quanto consentirebbe di risolvere il problema in maniera non invasiva. In particolare si utilizzano:

    • il laser 585, soprattutto per le lesioni superficiali come angiomi ed eritrosi;
    • la piattaforma Light EVO di Quanta System, per trattare le lesioni più scure e profonde, che hanno bisogno di essere risolte sfruttando una lunghezza d’onda maggiore.

    Un trattamento in aumento, secondo Paolo Sbano, chirurgo presso la U.O.C. di Dermatologia del Policlinico Universitario “Santa Maria alle Scotte” di Siena e presso l’U.O.S.D. dell’Ospedale “Bel Colle” di Viterbo, che ha affermato: “L’età dei pazienti generalmente è tra i 30 e i 50 anni, allo stesso modo uomini e donne scelgono questo tipo di trattamento, anche se abbiamo registrato un aumento delle richieste da parte degli uomini”.

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