Sindrome di Lazzaro: un altro caso in Colombia

Sindrome di Lazzaro: un altro caso in Colombia

Difatti nello stato colombiano alcuni giorni fa, una paziente affetta da sclerosi multipla sarebbe stata data per morta da tutta un’equipe medica che non riuscendo più a rianimarla e a constatare una pur se minima attività vitale, ne avrebbe dichiarato il decesso

da in Cuore, Malattie, News Salute
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    Lazzaro

    Si chiama Sindrome di Lazzaro e già dal nome facciamo presto a capire che dovrà trattarsi di una condizione associata alla parabola in cui Gesù chiede a Lazzaro di alzarsi e camminare nonostante fosse stato già sepolto, cosa che nei fatti, almeno come raccontano i sacri testi, avvenne.

    Purtroppo però tale Sindrome quanto si riporta a livello giornalistico ai giorni nostri assume un aspetto inquietante e spaventoso, se solo si ricorda l’ultimo evento accaduto in Colombia solo qualche giorno addietro.

    Difatti nello stato colombiano alcuni giorni fa, una paziente affetta da sclerosi multipla sarebbe stata data per morta da tutta un’equipe medica che non riuscendo più a rianimarla e a constatare una pur se minima attività vitale, ne avrebbe dichiarato il decesso. La successiva imbalsamazione cui doveva essere sottoposta la donna ha di fatto palesato l’esistenza in vita della ex-defunta.


    Dunque Sindrome di Lazzaro perché come Lazzaro questi pazienti sembrano resuscitare dopo che gli attuali mezzi a disposizione dei medici ne hanno constatato il decesso; è una sindrome molto rara, sia chiaro, ma spiegabile con un abbassamento della temperatura ed una impercettibile attività cardiaca con una frequenza bassissima ed una ridottissima attività respiratoria; anche se a detta degli scienziati non si è ancora in grado di capire bene cosa e come si produca tutto ciò.

    Tuttavia oggi è davvero difficile che si proceda a sepoltura di un cadavere ancora vivo, per il semplice fatto che il tempo di esposizione della salma è più che sufficiente per l’eventuale remota ipotesi di un “risveglio”, atteso che tale Sindrome non dura per molto tempo, dunque, oggi, la possibilità di imbattersi in pazienti che abbiano graffiato la bara o che da sotto terra chiamino i vivi sa più di legenda metropolitana che di altro.

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