Sindrome di Cushing

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Sindrome di Cushing

La Sindrome di Cushing è una patologia rara causata da un aumento dei livelli di glucocorticoidi (il più importante è il cortisolo) prodotti dalle ghiandole surrenali, che si trovano nel lobo superiore dei reni. Il cortisolo è un ormone steroideo, che in condizioni fisiologiche, contribuisce al buon funzionamento del sistema cardiovascolare, nel regolare la pressione arteriosa, condiziona la risposta dell’organismo allo stress, ed inoltre è coinvolto nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi. La Sindrome di Cushing si contraddistingue in due quadri clinici diversi, in base alle cause: il Morbo di Cushing e la Sindrome vera e propria.

Cause e sintomi

Le cause di questa rara patologia, che colpisce, soprattutto, le donne tra i 20 ed i 40 anni, possono essere esogene o endogene. Le prime, tra le più frequenti, sono riconducibili all’uso prolungato di farmaci steroidei di sintesi, come il prednisone, il prednisolone, il betametasone, e altri; questi sono indispensabili per la cura di malattie infiammatorie croniche come l’asma, l’artrite reumatoide, la colite ulcerosa, oppure nel trattamento immunosoppressivo dopo un trapianto d’organo. Le cause endogene, a differenza delle prime, causano l’insorgenza del morbo o malattia di Cushing, sono più difficili da evidenziare, e più rare rispetto a quelle esogene (2,5-6 casi per milione di abitanti). Rientrano in questo gruppo patologie sia surrenaliche, ipofisarie, ma anche quelle a livello di altri distretti del corpo. Nel primo caso si parla di tumori, di solito benigni chiamati adenomi, che si sviluppano a livello delle ghiandole surrenali, e che causano un aumento della produzione del cortisolo. Nel secondo caso (più frequente rispetto al primo) si parla di tumori che si sviluppano a livello dell’ipofisi (ghiandola situata nel cervello) che causano un aumento della produzione di ACTH (ormone adrenocorticotropo prodotto dall’ipofisi) che a sua volta stimola il rilascio surrenalico di cortisolo. L’aumento della secrezione di ACTH può essere dovuto anche alla presenza di altri tumori, non ipofisari, in altri parti del corpo, come ad esempio nei polmoni. Quindi le forme endogene di Cushing possono essere ACTH dipendenti (adenoma ipofisario e tumori presenti in altre zone dell’organismo) o indipendenti (adenomi o carcinomi a livello delle ghiandole surrenali). I sintomi sono simili sia per la Sindrome che per la Malattia di Cushing, e sono caratteristici anche della sindrome metabolica, ecco perché le difficoltà nella diagnosi. La patologia si manifesta con la comparsa di: aumento di peso con accumulo di grasso, soprattutto, nella parte superiore del corpo e nell’addome, faccia a luna piena, rossore del viso, gibbo dorsale, dimagrimento progressivo degli arti, strie rubre (striature rossastre) a livello dell’addome e delle braccia, stanchezza, cefalea, osteoporosi, ipertensione, cute sottile e fragile, mal di schiena, depressione e problemi di concentrazione, alterazioni del ciclo mestruale e irsutismo nelle donne, aumento della sete, diabete e impotenza.

Diagnosi e rimedi

La diagnosi della Sindrome di Cushing può essere fatta semplicemente prelevando e analizzando dei campioni di sangue e di saliva per verificare i livelli di cortisolo. Inoltre questo può essere visto anche analizzando l’urina nelle 24 ore oppure verificando il cortisolo al mattino dopo aver somministrato (alle 23 del giorno precedente) desametazone (test endocrino notturno utile per evidenziare l’ipercorticalismo). Oltre a questi esami, generalmente, per una diagnosi corretta, si eseguono anche analisi radiodiagnostiche come la TAC a livello addominale e la RMN per controllare l’ipofisi, oltre che i test necessari per evidenziare l’osteoporosi, il diabete, e le patologie a carico del sistema cardiovascolare. Se non trattata la Sindrome di Cushing può risultare fatale. In base alla diagnosi i rimedi e le possibilità di guarigione sono vari. Nel caso in cui fosse stata causata da una somministrazione prolungata di farmaci corticosteroidi la sintomatologia regredisce sino a scomparire del tutto con la riduzione delle dosi e la cessazione del trattamento. Mentre quando ci si trova di fronte alla malattia o morbo di Cushing, quindi dovuto alla presenza di uno o più tumori, a quel punto si opta per la rimozione chirurgica della massa tumorale, o direttamente delle ghiandole surrenali, unita anche dalla somministrazione di farmaci che riducano i livelli di cortisolo, e nel caso di alcuni pazienti dopo l’intervento sono necessarie anche sedute di radioterapia.

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Mer 12/09/2012 da in

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