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Sindrome di Asperger: cos’è, sintomi, diagnosi e terapia

Sindrome di Asperger: cos’è, sintomi, diagnosi e terapia

La sindrome di Asperger è un grave disturbo dello sviluppo, caratterizzato dalla presenza di importanti difficoltà nell'interazione sociale e di comportamento. Capire cos'è la sindrome di Asperger, valutarne i sintomi e farne un'appropriata diagnosi è fondamentale per riuscire a trovare la terapia più idonea.

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    Cos’è la sindrome di Asperger? Quali sono i sintomi, la diagnosi e la terapia?
    La sindrome di Asperger è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, da molti ritenuta simile all’autismo. Tuttavia, il problema principale non è legato in nessun modo all’intelligenza e al grado di comprensione di chi ne è affetto, ma alla capacità di relazionarsi con le altre persone, alla presenza di modelli comportamentali stereotipati e allo scarso interesse per l’ambiente esterno. In genere, le prime manifestazioni della sindrome di Asperger possono riscontrarsi nei bambini a partire dai 30 mesi di età del piccolo. Accertarne il quadro clinico della malattia non è facile e una cura specifica non esiste.

    La sindrome di Asperger è una patologia legata allo cosiddetto spettro autistico, caratterizzata da una serie di disturbi dello sviluppo che influenzano le capacità di socializzazione e comunicazione di un soggetto, rendendolo poco interessato verso gli altri, indifferente ai rapporti sociali e spesso eccessivamente preoccupato per alcune questioni assai specifiche. La sindrome di Asperger è stata spesso associata al disturbo borderline, pur non avendo molti punti di contatto con i disturbi della personalità. Le prime manifestazioni della malattia compaiono durante l’infanzia, generalmente attorno ai 2-3 anni, ma le caratteristiche della sindrome di Asperger diventano particolarmente manifeste con l’inizio della scuola. Infatti, è sopratutto a contatto con le altre persone che si palesano i sintomi preponderanti della sindrome di Asperger, come, per esempio, le difficoltà nel socializzare o nel dialogare con gli altri.
    Il termine sindrome di Asperger fu usato per la prima volta nel 1981, quando il lavoro del pediatra tedesco Asperger, scritto nel 1944, fu diffuso per iniziativa della psichiatra Lorna Wing.

    Normalmente, le persone affette dalla sindrome di Asperger vengono ritenute parecchio eccentriche ed egocentriche e per questo isolate e/o bullizzate, in particolare dai coetanei. Il problema riguarda principalmente i sintomi della sindrome di Asperger molto caratteristici a causa della loro manifestazione, che riguardano diversi e importanti ambiti della vita quotidiana, come il linguaggio, gli interessi, la percezione sensoriale e l’interazione sociale.

    Chi è affetto da sindrome di Asperger non presenta la tradizionale capacità di interazione sociale, perchè la considera totalmente illogica e complessa. Alla base di questa incapacità di socializzazione, c’è la mancanza di cogliere in maniera intuitiva le regole implicite delle interazioni sociali. Secondo una analogia molto comune, le persone affette da sindrome di Asperger si sentono come degli alieni su un altro pianeta, il quale presenta proprie norme e consuetudini, difficili da apprendere. Ciò, tuttavia, non vuol dire che non riusciranno mai ad adattarsi, ma avranno bisogno di molto più tempo. Dopo ogni interazione sociale, una persona affetta da sindrome di Asperger si sente senza energie.

    Le persone affette da sindrome di Asperger non presentano nessun particolare ritardo nell’acquisizione delle competenze linguistiche, ma hanno difficoltà a comprendere i messaggi nascosti nel linguaggio del corpo delle altre persone o nelle loro espressioni facciali e nel tono della loro voce. Inoltre, si riscontrano dialoghi pedanti, deficit di percezione uditiva, discorso formale o idiosincratico e anomalie nel volume, nel tono, nell’intonazione, nella prosodia e nel ritmo. Spesso chi soffre della sindrome dimentica di fare domande che permettono agli altri di interagire e di tenere conversazioni logiche dal punto di vista di chi lo ascolta. Questo accade perchè la persona con la sindrome di Asperger non è in grado di provare empatia con gli altri e avere un punto di vista diverso dal proprio.

    I soggetti con sindrome di Asperger possono presentare problemi nelle capacità motorie, nel sonno e nella sfera emozionale. Spesso si mostrano particolarmente sensibili o insensibili al suono, alla luce e ad altri stimoli. I movimenti possono essere giudicati goffi dall’opinione comune e può manifestarsi l’incapacità di imparare attività ludiche tipicamente infantili, come l’andare in bicicletta. Inoltre, possono esserci scarso equilibrio e poco coordinamento motorio.

    Gli individui con sindrome di Asperger mostrano pochi interessi oppure si concentrano in maniera troppo intensa in situazioni che richiedono una esagerata concentrazione. Comportamenti motori stereotipati e ripetitivi sono una parte fondamentale della diagnosi della sindrome. Gli esempi più eclatanti sono i movimenti della mano, come lo sbattimento o torsioni e movimenti complessi dell’intero corpo, ripetuti più a lungo e più volontariamente rispetto ai tic.

    Le cause della sindrome di Asperger sono poco note. Si pensa che alla base della patologia vi sia una mutazione genetica del DNA, ma la ricerca scientifica ha ancora bisogno di ulteriori conferme per averne la certezza. Ulteriori studi sono stati condotti sul cervello, possibile responsabile della malattia a livello anatomico-funzionale; mentre la correlazione tra la sindrome di Asperger e l’ereditarietà dev’essere ancora accertata attraverso l’individuazione di un possibile gene difettoso trasmesso da genitore in figlio.

    Diagnosticare la sindrome di Asperger non è affatto semplice ed immediato. Una valutazione completa comporta il lavoro di un team multidisciplinare in grado di valutare molteplici fattori neurologici, genetici, cognitivi e psicomotori. Molti bambini con sindrome di Asperger vengono diagnosticati inizialmente in modo erroneo come affetti dal sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Solitamente, le diagnosi più sicure vengono effettuate durante l’infanzia; di più difficile natura invece quelle eseguite nell’età adulta. La diagnosi della sindrome di Asperger nell’adulto, pertanto, richiede un esame clinico accurato e l’acquisizione della storia medica completa sia da parte del paziente che intervistando le altre persone che lo hanno conosciuto, concentrandosi sul comportamento tenuto durante l’infanzia. Infine, per una diagnosi definitiva di sindrome di Asperger si fa riferimento a una serie di test clinici e si confronta quanto osservato con quanto riportato in merito all’argomento nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), pubblicato dall’Associazione Psichiatrica Americana, che riporta i seguenti criteri:

    • Nessun significativo ritardo di linguaggio
    • Mancata ricerca del contatto visivo durante una conversazione
    • Enormi difficoltà nel relazionarsi con gli altri
    • Mancata condivisione di interessi, gioie e stati emotivi
    • Ossessioni maniacali per uno o pochi oggetti o argomenti
    • Inutili e ripetitive abitudini
    • Gestualità del corpo anomale e ripetitive

    Ad oggi, non esiste la cura per la sindrome di Asperger. Tuttavia, esistono diversi trattamenti terapeutiche mirati a migliorare la comunicazione e le interazioni sociali difficoltose, le ossessioni maniacali, il possibile stato depressivo in cui può cadere chi è affetto dalla sindrome, l’iperattività e lo stato d’ansia. Nel caso di questi ultimi casi, viene spesso prescritta la somministrazione di farmaci antidepressivi, per placare le manie e comportamenti ossessivi e ripetitivi, oltre che la depressione e l’ansia. Tuttavia, l’efficacia è per ora incerta.
    Ciò che realmente sembra poter essere efficace nel trattamento della sindrome di Asperger è educare il soggetto alla socializzazione, far superare le manie ossessive, informare della malattia gli insegnanti e le persone intorno per superare le difficoltà di cui è causa la sindrome.

    La sindrome di Asperger non è un una malattia mentale. È una condizione genetica che comporta un funzionamento particolare del cervello. Tuttavia, è considerata una forma di autismo. A differenza dell’autismo però, le persone che hanno la sindrome di Asperger non soffrono di disabilità cognitive e sono perfettamente in grado di apprendere. Ad ogni modo, presentano i tre sintomi tipici dell’autismo: relazioni sociali, comunicazione e attività ripetitive. Il problema è che l’evoluzione dei due disturbi, nonché le terapie adottate sono piuttosto differenti.

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