Sindrome delle gambe senza riposo: sintomi, cause e rimedi

Sindrome delle gambe senza riposo: sintomi, cause e rimedi
da in Gambe, Malattie, Neurologia
Ultimo aggiornamento: Venerdì 06/11/2015 14:46

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    Sindrome delle gambe senza riposo: scopriamo i sintomi, le cause e i rimedi. Secondo la definizione, con questo termine si intende un disturbo neurologico, che provoca un bisogno incontenibile di muovere continuamente le gambe. Spesso tutto ciò è accompagnato da sensazioni spiacevoli concentrate proprio negli arti inferiori. Di solito si riferiscono crampi, sensazione di qualcosa che striscia sulle gambe, prurito, formicolio o bruciore. Questi effetti spiacevoli si verificano soprattutto quando si è a riposo o durante la notte. Tendono a sparire, quando si muovono le gambe.


    Nella sindrome delle gambe senza riposo si avverte un bisogno impellente di muovere le gambe, oltre a provare delle sensazioni spiacevoli concentrate proprio su questa parte del corpo. Nei casi in cui il disturbo è più grave, si avverte la necessità di muovere anche le braccia. Quando si è seduti o mentre si è sdraiati, si prova un bisogno maggiore di muoversi. I sintomi, invece, sono alleviati dal movimento, soprattutto quello del camminare. Le manifestazioni sintomatologiche di solito sono più intense la sera o la notte.

    Il paziente sente il bisogno di camminare e passeggiare, di scrollare le gambe, di stirarle e fletterle, di agitarle o di strofinarle. Può avvertire qualcosa che striscia sugli arti, una sensazione di prurito, di dolore o delle scosse. Nei bambini il disturbo può essere accompagnato da iperattività. A volte si possono avvertire dei crampi, che sono spesso limitati ad alcuni gruppi muscolari delle gambe.

    Durante il sonno gli individui affetti dalla sindrome tendono a muoversi periodicamente con scatti nelle gambe ad intervalli che variano dai 10 ai 60 secondi. Questi movimenti non fanno riposare bene, perché interrompono il sonno. Le conseguenze sono tantissime, perché, non riposando bene, durante la giornata ci si sente stanchi e può risultare più difficile concentrarsi nello studio e nel lavoro. Inoltre si può soffrire di sbalzi d’umore.


    Le cause della sindrome delle gambe senza riposo sono moltissime. La ricerca scientifica ha scoperto che il 60% dei malati è geneticamente predisposto alla patologia. Esistono due varianti di questa sindrome: la forma primitiva, che è idiopatica, e la forma secondaria. La prima insorge lentamente e non è correlata ad alcuna causa specifica che sia individuabile. I sintomi caratteristici possono rimanere nascosti per mesi o anni e tendono a peggiorare con l’invecchiamento. La forma secondaria, invece, è tipica dei pazienti che hanno superato i 40 anni. Di solito si origina in seguito ad alcune particolari condizioni cliniche oppure è la conseguenza di una terapia farmacologica specifica. Questa seconda forma si manifesta in modo improvviso.

    Anche la carenza di ferro può predisporre un soggetto alla sindrome delle gambe senza riposo. Il ferro, infatti, è un fattore essenziale per la formazione di un precursore della dopamina, la sostanza che ha il compito di trasmettere i messaggi nelle zone del cervello che controllano il movimento e la coordinazione.

    Alcune malattie sono coinvolte nello sviluppo della sindrome: l’artrite reumatoide, il diabete mellito, la carenza di folati, di magnesio e di vitamina B12, l’insufficienza venosa, le malattie della tiroide, la malattia di Lyme e alcuni disordini autoimmuni, come, per esempio, la sindrome di Sjögren (patologia infiammatoria derivante da un’anomalia del sistema immunitario). Alla base del disturbo ci possono essere anche il morbo di Parkinson, delle patologie che coinvolgono il rachide e malattie renali allo stadio terminale.

    Sono stati individuati anche alcuni fattori di rischio fondamentali. Fra questi la gravidanza (anche se in questo caso si tratta di un disturbo temporaneo, che tende a risolversi dopo poche settimane dal parto) e la terapia a lungo termine con alcuni farmaci, come gli anticonvulsionanti, gli antidepressivi triciclici, gli antidopaminergici, gli antistaminici, i betabloccanti per la cura dell’ipertensione, i derivati dal litio e gli antidepressivi di seconda generazione, che sono classificati come inibitori della ricaptazione della serotonina.

    La diagnosi del disturbo avviene attraverso la considerazione dell’anamnesi personale e familiare, per mezzo di una visita specialistica e dei risultati di alcuni esami. Il medico di famiglia può suggerire di rivolgersi ad uno specialista del sonno o ad un neurologo. Vanno considerate le malattie di cui soffre il soggetto e quali farmaci assume. Non esistono esami specifici in grado di diagnosticare la sindrome delle gambe senza riposo, però il medico può consigliare dei test del sangue per controllare i livelli del ferro, degli esami dei muscoli o della funzionalità nervosa.


    Una certa cura deve essere rimandata all’alimentazione. Non si deve assumere alcool e deve essere condotta una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura e che sia priva di eccessi, soprattutto in corrispondenza dei pasti serali. Può essere importante assumere alimenti ricchi di ferro, come, ad esempio, spinaci, cioccolato fondente, vongole, ostriche, lenticchie e germe di grano. Da ridurre i carboidrati complessi, i cibi ricchi di grassi e gli alimenti che contengono caffeina.

    Alcuni rimedi naturali risultano particolarmente utili, specialmente per facilitare l’addormentamento e il riposo notturno. Si possono utilizzare tisane che stimolano il rilassamento, come quelle a base di camomilla, valeriana, melissa, passiflora, iperico, o si può fare ricorso, fra le cure, a determinati farmaci. Se il disturbo deriva da una carenza di ferro e, quindi, da uno stato di anemia, potrebbero essere utili degli integratori. In gravidanza si dovrebbero assumere dosi più abbondanti di acido folico e vitamina B12. Il medico potrebbe prescrivere dei farmaci anti Parkinson, ansiolitici, sedativi e, nei casi più gravi, anche gli antiepilettici.

    Il trattamento medico dipende di solito dalla causa scatenante. Ad esempio, se la sindrome delle gambe senza riposo dipende dalla presenza di vene varicose, il paziente può essere sottoposto alla scleroterapia. Nel contesto di gravi patologie renali, può essere necessario ricorrere al trapianto del rene.

    E’ molto importante cercare di prevenire o alleviare i sintomi della malattia, aumentare il tempo dedicato al sonno, cercando di migliorarne la qualità, correggere quelle situazioni che possono far scatenare i problemi o far peggiorare la sindrome. Ecco perché sarebbero essenziali delle modifiche nello stile di vita, come smettere di fumare, cambiare o evitare di usare alcuni farmaci che si stanno assumendo, predisporre un buon ambiente per il riposo, che sia comodo, tranquillo, senza distrazioni, cercare di non stare troppo a lungo svegli nel letto, rivolgersi a tecniche di rilassamento, praticare con regolarità un’attività fisica moderata. Potrebbero essere efficaci anche massaggi alle gambe per rilassare i muscoli, bagni in acqua calda, per alleviare il dolore, corsi di meditazione e di yoga ed eventualmente un sostegno emotivo attraverso specialisti o gruppi di auto-aiuto, per imparare a convivere meglio con il disturbo.

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