Sindrome delle gambe senza riposo: sintomi, cause, terapia e rimedi

La sindrome delle gambe senza riposo è una malattia neurologica cronica, spesso difficile da diagnosticare. Le sue cause sono molteplici e i sintomi sono caratteristici, come la smania alle gambe, crampi, bruciore e prurito agli arti inferiori, soprattutto durante la notte. Quali sono la terapia e i rimedi per guarire? Scopriamo di più in merito.

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    Donna sindrome gambe riposo

    Quali sono i sintomi, le cause, la terapia e i rimedi della sindrome delle gambe senza riposo? Secondo la definizione, con questo termine si intende un disturbo neurologico, che provoca un bisogno incontenibile di muovere continuamente le gambe. Spesso, tutto ciò è accompagnato da sensazioni spiacevoli concentrate proprio negli arti inferiori. Di solito, si riferiscono smania alle gambe, crampi, prurito, bruciore, sensazione di qualcosa che striscia sulle gambe o formicolio: questi effetti spiacevoli si verificano, soprattutto, quando si è a riposo o durante la notte e tendono a sparire quando si muovono le gambe. Ma qual è la sintomatologia esatta di questa condizione? Qual è il trattamento per poter guarire? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è

    La sindrome delle gambe senza riposo – abbreviata RLS, acronimo di “Restless Legs Syndrome” – è una malattia neurologica cronica del sonno abbastanza comune, caratterizzata da una necessità impellente di muovere gli arti inferiori e, a volte, anche quelli superiori.

    I pazienti affetti da questa condizione presentano una sintomatologia abbastanza vaga e difficile da definire, che include una sorta di irrequietezza alle gambe e continui movimenti motori, che vengono eseguiti nel tentativo di ottenere sollievo dagli intorpidimenti fastidiosi, dai formicolii, dal dolore e dalle fitte alle gambe.

    Conosciuta anche come Sindrome di Ekbom, questa affezione neurologica si presenta in special modo durante il riposo e influisce in modo drammatico sulla qualità della vita di chi ne soffre.

    Ad essere colpito da questa sindrome, è circa il 3-9 per cento della popolazione mondiale, ma sono dati indicativi, dato che che si tratta di un disturbo spesso non diagnosticato. Nella maggior parte dei casi, ad ogni modo, la sindrome delle gambe senza riposo inizia dopo i 40 anni circa. La sindrome delle gambe senza riposo può colpire le donne durante la gravidanza e anche i bambini, in rari casi.

    Esistono due varianti di questa sindrome, la forma primitiva e la forma secondaria: la prima è idiopatica – non è correlata ad alcuna causa specifica che sia individuabile – e insorge lentamente con sintomi caratteristici che possono rimanere nascosti per mesi o anni e che tendono a peggiorare con l’invecchiamento; la seconda è tipica dei pazienti che hanno superato i 40 anni e, di solito, si origina in seguito ad alcune particolari condizioni cliniche oppure è la conseguenza di una terapia farmacologica specifica.

    I sintomi

    I sintomi della sindrome delle gambe senza riposo sono diversi e includono:

    • Bisogno impellente di muovere le gambe;
    • Sensazioni spiacevoli di sensibilità alle gambe;
    • Movimenti involontari alle gambe e, a volte, alle braccia;
    • Irrequietezza motoria;
    • Smania alle gambe;
    • Crampi alle gambe;
    • Spasmi muscolari;
    • Prurito alle gambe;
    • Bruciore;
    • Formicolio;
    • Dolore alle gambe;
    • Fitte alle gambe.

    Generalmente, chi è colpito dalla sindrome delle gambe senza riposo fatica a dare un’esatta definizione dei sintomi e, nella maggior parte dei casi, i sintomi fanno la loro comparsa durante il riposo, soprattutto durante la notte.

    Il paziente è costretto a muovere i propri arti per ottenere del sollievo ma, ovviamente, non può riposare in modo sereno: i sintomi sono, infatti, alleviati dal movimento, soprattutto quello del camminare e le manifestazioni sintomatologiche, di solito, sono più intense la sera o la notte. Il paziente sente il bisogno di camminare e passeggiare, di scrollare le gambe, di stirarle e fletterle, di agitarle o di strofinarle.

    I movimenti involontari sono, in linea generale, sussultori e rapidi e, durante il sonno, gli individui affetti dalla sindrome tendono a muoversi periodicamente con scatti nelle gambe ad intervalli che variano dai 10 ai 60 secondi: questi movimenti non fanno riposare bene, perché interrompono il sonno.

    Nei casi più gravi, i sintomi della sindrome delle gambe senza riposo possono presentarsi anche di giorno e si avverte la necessità di muovere anche le braccia. Quando si è seduti o mentre si è sdraiati, si prova un bisogno maggiore di muoversi.

    Le complicazioni

    Non mancano, ovviamente, le complicazioni derivanti dalla sindrome delle gambe senza riposo. Le complicanze possono includere:

    Le cause

    Le cause della sindrome delle gambe senza riposo sono moltissime e possono includere:

    La ricerca scientifica ha scoperto che il 60 per cento dei malati è geneticamente predisposto alla patologia.

    Anche la carenza di ferro può predisporre un soggetto alla sindrome delle gambe senza riposo: il ferro, infatti, è un fattore essenziale per la formazione di un precursore della dopamina, la sostanza che ha il compito di trasmettere i messaggi nelle zone del cervello che controllano il movimento e la coordinazione.

    Alcune malattie sono coinvolte nello sviluppo della sindrome: l’artrite reumatoide, il diabete mellito, la carenza di folati, di magnesio e di vitamina B12, l’insufficienza venosa, le malattie della tiroide, la malattia di Lyme e alcuni disordini autoimmuni, come, per esempio, la sindrome di Sjögren – patologia infiammatoria derivante da un’anomalia del sistema immunitario – e il morbo di Parkinson.

    Sono stati individuati anche alcuni fattori di rischio fondamentali: fra questi, la gravidanza – anche se, in questo caso, si tratta di un disturbo temporaneo, che tende a risolversi dopo poche settimane dal parto – e la terapia a lungo termine con alcuni farmaci, come gli anticonvulsionanti, gli antidepressivi triciclici, gli antidopaminergici, gli antistaminici, i betabloccanti per la cura dell’ipertensione, i derivati dal litio e gli antidepressivi di seconda generazione, che sono classificati come inibitori della ricaptazione della serotonina.

    La diagnosi

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile rivolgersi al medico che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la diagnosi e la cura adatta al caso specifico: la diagnosi del disturbo avviene, dunque, attraverso la considerazione dell’anamnesi personale e familiare e per mezzo di una visita specialistica.

    Non esistono esami specifici in grado di diagnosticare la sindrome delle gambe senza riposo, però il medico può consigliare dei test del sangue per controllare i livelli del ferro, degli esami dei muscoli o della funzionalità nervosa.

    Oltre allo studio dei sintomi e alla visita medica, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori test per confermare o escludere la presenza di altre malattie.

    Il medico di famiglia può suggerire di rivolgersi ad uno specialista del sonno o ad un neurologo. Andranno infatti considerate le malattie di cui soffre il soggetto e i farmaci assunti.

    La terapia

    Non esiste una vera e propria terapia contro la sindrome delle gambe senza riposo, ma è possibile seguire dei trattamenti per alleviare i sintomi. Il trattamento medico dipenderà, inoltre, dalla causa scatenante.

    In caso di carenze di vitamine e di sali minerali, è possibile che vengano prescritti degli integratori di ferro, di magnesio, di acido folico o di B12, ad esempio.

    In presenza di malattie, potrebbero essere prescritti alcuni farmaci; allo stesso modo, potrebbero esserne sospesi alcuni se la causa è la loro assunzione.

    Se ad essere colpita dalla sindrome delle gambe senza trattamento è una donna incinta, la patologia sparirà autonomamente dopo il parto.

    Se la sindrome delle gambe senza riposo dipende dalla presenza di vene varicose, il paziente può essere sottoposto alla scleroterapia. Nel contesto di gravi patologie renali, può essere necessario ricorrere al trapianto del rene.

    Se la sindrome delle gambe senza riposo compromette in modo serio la qualità della vita del soggetto colpito, è possibile che vengano prescritti dei farmaci ansiolitici, tranquillanti, antidepressivi, antiepilettici e oppioidi.

    Ricordate che spetta al medico scegliere il principio attivo, così come la posologia e la durata della terapia.

    I rimedi naturali

    In caso di sindrome delle gambe senza riposo, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali, avendo cura anche dell’alimentazione. È consigliabile evitare di assumere alcol, seguendo una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura e priva di eccessi, soprattutto in corrispondenza dei pasti serali: può essere importante assumere alimenti ricchi di ferro come, ad esempio, spinaci, cioccolato fondente, lenticchie e germe di grano; da ridurre i carboidrati complessi, i cibi ricchi di grassi e gli alimenti che contengono caffeina.

    Alcuni rimedi naturali risultano particolarmente utili, specialmente per facilitare il riposo notturno: si possono utilizzare tisane o infusi che stimolano il rilassamento, come quelle a base di camomilla, valeriana, melissa, passiflora e iperico.

    È molto importante cercare di prevenire e alleviare i sintomi della malattia, aumentando il tempo dedicato al sonno e cercando di migliorarne la qualità, correggendo quelle situazioni che possono far scatenare i problemi o far peggiorare la sindrome: ecco perché sarebbero essenziali delle modifiche nello stile di vita, come smettere di fumare, predisporre un buon ambiente per il riposo che sia comodo, tranquillo e senza distrazioni, cercando di non stare troppo a lungo svegli nel letto.

    È consigliabile, inoltre, rivolgersi a tecniche di rilassamento, meditazione e yoga, praticando con regolarità un’attività fisica moderata. Potrebbero essere efficaci anche massaggi alle gambe per rilassare i muscoli, bagni in acqua calda per alleviare il dolore ed, eventualmente, un sostegno emotivo attraverso specialisti o gruppi di auto-aiuto, per imparare a convivere meglio con il disturbo.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipende da alcuni fattori, come le cause, la gravità della condizione e la velocità di intervento, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente.

    In rari casi, inoltre, è possibile che avvengano dei periodi di remissione dei sintomi.