Sindrome da classe economica: più diffusa di quanto sembri

Tale sequela di sintomi che fanno parte della sindrome da classe economica è dovuta alla posizione costretta per ore delle gambe che causa in soggetti predisposti lo spostamento di frammenti di coaguli che una volta in circolo si trasformano in trombi che finiscono la loro corsa nelle vene polmonari causando una grave embolia polmonare, a volte anche fatale

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    In vacanza ci si lascia un tantino andare di più ed è giusto che sia così, ciò non toglie che pero’, proprio in vacanza, accadono situazioni che possono mettere a rischio il nostro benessere per non parlare della nostra stessa salute, come avviene a coloro che affrontano lunghi viaggi in aereo in condizioni estreme capaci di causare tutta una serie di inconvenienti, alcune volte anche molto seri. Per esempio, dopo quanto accaduto ad una donna che dopo un lungo viaggio in aereo, una volta discesa dal mezzo ha accusato una embolia polmonare si torna a parlare di sindrome da classe economica.

    Tale sequela di sintomi che fanno parte della sindrome da classe economica è dovuta alla posizione costretta per ore delle gambe che causa in soggetti predisposti lo spostamento di frammenti di coaguli che una volta in circolo si trasformano in trombi che finiscono la loro corsa nelle vene polmonari causando una grave embolia polmonare, a volte anche fatale.

    Dunque quando parliamo di sindrome da classe economica ci riferiamo alle conseguenze riportate alla salute di coloro che sono costretti a viaggiare in condizioni particolarmente precarie per diverse ore e proprio la conoscenza oggi di questi rischi ci consente di inquadrare e soprattutto evitare tali problemi. Un esempio di quanto occorre fare ce lo danno per prime le hostess che durante le lunghe tratte in aereo indossano calze elastiche proprio per prevenire il rischio.

    Certo occorre dire che non tutti quelli che viaggiano in classe economica vanno incontro all’embolia polmonare, occorre una certa predisposizione, ma il rischio resta tuttavia sempre alto. Rischiano infatti di più i fumatori, gli obesi, chi indossa abiti particolarmente stretti ed attillati, chi ha già avuto a che fare con trombosi in passato o con una o piu flebiti, chi assume ormoni, le donne in gravidanza. C’è tuttavia il modo per limitare nel possibile l’irreparabile, lo sanno bene le Compagnie aeree che raccomandano una serie di precauzioni ad esempio, bere molta acqua e compiere alcuni semplici movimenti con i piedi e i polpacci, per facilitare il ritorno del sangue al cuore con l’azione di pompa dei muscoli”.

    Ma chi va maggiormente incontro al problema almeno secondo i più recenti studi condotti sull’argomento?

    - coloro che viaggiano in aereo, per un volo di durata superiore alle sei ore hanno un rischio maggiore di coloro che fanno un viaggio più breve;

    - chi ha già avuto in passato una trombosi o un’embolia ha un rischio più alto;

    - la trombosi venosa non sempre viene diagnosticata: spesso si verifica a distanza di ore o giorni dopo il volo;

    - su 1 milione di passeggeri 27 sono colpiti da embolia polmonare;

    - su 10.000 passeggeri 5 sono colpiti da trombosi venosa profonda;

    - in molti casi la trombosi venosa non dà sintomi e si risolve spontaneamente (ma non vuol dire che non si sia verificata);

    - le calze elastiche sono utili nel prevenire la trombosi venosa profonda;

    - l’aspirina non aiuta a prevenire una trombosi venosa o un’embolia polmonare;

    - l’unico farmaco in guardo di prevenire la trombosi venosa e l’embolia è l’eparina”.

    D’altro canto una trombosi venosa è facilmente avvertibile dallo stesso paziente che lamenta gonfiore alla gamba, un dolore di tipo crampiforme, un calore eccessivo ad una sola gamba rispetto all’altra accompagnato da rossore e la sensazione che sotto le dita si apprezzi un vero e proprio duro cordone lungo tutto il decorso dell’arto. L’embolia invece si avverte quando si sente un dolore forte, improvviso e acuto su di un fianco, si fa fatica a respirare si espettora catarro con striature di sangue e, generalmente si tende a svenire. A rendere ancora più complicata la diagnosi è il fatto che i sintomi possono avvertirsi a distanza di ore dal volo, diagnosi che è possibile effettuare mediante il ricorso all’ecocolordoppler che ci da un’idea del flusso ematico in tutti i distretti dell’organismo.