Sincope: cause e sintomi dello svenimento improvviso

Sincope: cause e sintomi dello svenimento improvviso
da in Disturbi, svenimento
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/01/2016 12:18

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    Sincope: vediamo le cause e i sintomi dello svenimento improvviso. Si tratta di una condizione di perdita di coscienza in modo rapido. Il soggetto colpito da questo problema non riesce a restare in piedi e il recupero avviene spontaneamente dopo pochi secondi. Per parlare di sincope, infatti, il processo di perdita di coscienza deve essere breve ed avere una durata di circa 15 secondi o, al massimo, di pochi minuti. In altri casi, infatti, si parla di coma. La perdita di conoscenza è di norma una conseguenza dell’interruzione o della riduzione del flusso di sangue al cervello, una condizione che rientra nella normalità nel giro di pochi secondi. Inoltre la perdita di equilibrio è un altro fattore fondamentale per parlare di sincope.


    Non sempre sono presenti altri sintomi caratteristici che possono aiutare ad individuare il problema in forma preventiva. A volte, però, si possono riscontrare dei segnali premonitori, che avvisano del sopraggiungere dello svenimento improvviso. Si tratta, in particolare, della sensazione di testa leggera, della sudorazione fredda, della nausea, della mancanza di forze in modo eccessivo e dell’abbagliamento della vista. A questi sintomi fa seguito la perdita di conoscenza e quella di equilibrio.

    Certe volte, comunque, la sincope non si verifica: questa condizione è detta di sincope abortita. Dopo lo svenimento improvviso, il recupero è immediato e completo. Solo in alcuni casi molto rari, dei pazienti con un’età avanzata avvertono una sensazione di perdita di memoria in relazione ai fatti accaduti poco prima dello svenimento, la cosiddetta amnesia retrograda. E’ evidente che la sincope, quindi, non è una patologia, ma un segnale, un sintomo, che deve essere sottoposto ad attenzione, perché a volte può nascondere condizioni di pericolo serie per il paziente.


    La causa della sincope varia in base alla tipologia dello svenimento. Si hanno sincopi neuromediate, quando si riscontra un’iperattività del sistema nervoso autonomo o simpatico che si occupa della regolazione della pressione del sangue. A causa di questa iperattività viene modificata la corretta stabilità della circolazione e si ha una diminuzione della pressione, con una minore quantità di sangue al cervello.

    Ci sono sincopi neuromediate vasovagali (in cui è coinvolto il nervo vago e che sopraggiungono quando, ad esempio, si provano delle emozioni forti o si rimane in piedi per tanto tempo), seno carotidee (causate da un’ipersensibilità del seno carotideo, nella parte iniziale della carotide interna, che avvengono anche a causa di gesti molto comuni, come radersi) e situazionali (causate da un’espirazione con la glottide chiusa).

    Esiste anche la sincope da ipotensione ortostatica, che avviene quando si passa in pochi minuti da una posizione sdraiata ad una in piedi e, in questa situazione, la pressione sistolica si abbassa di almeno 20 mm di mercurio. Questa condizione, che avviene solitamente nei soggetti anziani, succede perché quando si passa in posizione eretta quasi un litro di sangue effettua uno spostamento dal torace alle gambe. Come conseguenza si ha una riduzione del ritorno di sangue al cuore, della gittata sistolica e della pressione del sangue. L’organismo solitamente reagisce con delle azioni finalizzate a ristabilire l’equilibrio, ma nei soggetti anziani potrebbe venire a mancare il meccanismo di ripristino della pressione arteriosa ai livelli normali e può sopraggiungere uno svenimento improvviso.

    C’è anche lo svenimento improvviso a causa di aritmie cardiache, delle anomalie del ritmo del cuore. Si può avere tachicardia, un aumento del battito, o bradicardia, una riduzione della velocità del battito cardiaco. A causa di queste condizioni si può ridurre il flusso di sangue al cervello e può avvenire una sincope. Altre sincopi sono quelle da compromissioni cardiache o cardiopolmonari, che avvengono in presenza di compromissione delle valvole cardiache, di infarto del miocardio o di ipertensione nell’arteria polmonare.


    E’ difficile effettuare una diagnosi precisa, perché questo sintomo compare in modo improvviso e dura pochi secondi, quindi sarà compito del medico indagare per trovare la causa che ha scatenato il sintomo dello svenimento. Solitamente si procede per esclusione, iniziando dall’anamnesi, ricostruendo la storia clinica del paziente. Il medico procederà ad effettuare una misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma, per riscontrare eventuali anomalie.

    Successivamente è possibile sottoporsi ad alcuni esami più specifici, come un ecodoppler del cuore, una misurazione della pressione e del ritmo cardiaco nelle 24 ore e un elettrocardiogramma sotto sforzo. Dopo gli esami si può trovare un trattamento adeguato al problema: bisognerà riscontrare la presenza di eventuali malattie e trovare una cura adatta. Potrebbero essere necessari, in caso di aritmie, l’installazione di un pacemaker o l’utilizzo di un defribillatore.

    In caso di svenimento, se ci troviamo a soccorrere una persona colpita da questo sintomo, è bene distendere il soggetto sul pavimento a pancia in su e sollevare le gambe per favorire il flusso di sangue al cervello. L’individuo deve rimanere sdraiato fino al completo recupero. Infatti potrebbe verificarsi un ulteriore svenimento a causa del ritorno alla posizione in piedi. Se la situazione non migliora nel giro di pochi secondi, è necessario chiamare il 118 per un trattamento sanitario d’urgenza.

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