Sicurezza alimentare: come scegliere il pesce sicuro per il veglione

Sicurezza alimentare: come scegliere il pesce sicuro per il veglione

In vista del veglione di Capodanno sulle tavole impazza il pesce: attenti, però, a non cadere nelle truffe e nelle frodi alimentari, che rovinano il portafoglio e a volte anche la salute

da in Alimentazione, Associazioni Consumatori, In Evidenza, Sicurezza alimentare
Ultimo aggiornamento:

    La cena del Veglione di Capodanno in molte case è tradizionalmente a base di pesce, ma del resto i prodotti ittici la fanno da padrone durante tutte le festività. Aumenta, quindi, la richiesta, ma, mette in guardia il Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino, si assiste anche a un incremento del rischio di frode. Ecco come fare un acquisto sicuro, non solo per il portafoglio.

    Le frodi alimentari, infatti, non rappresentano solo un danno per il portafoglio, ma possono favorire il rischio di tossinfezioni, soprattutto se pesce spacciato per fresco in realtà non lo è (in particolare se lo si intende consumare crudo). Il pesce appena pescato si riconosce da un odore gradevole, corpo rigido e arcuato, carni compatte, scaglie lucenti e con riflessi metallici, branchie rosse e occhi vivi (cornea trasparente e pupilla nera), grandi e sporgenti. Al contrario, se è scongelato ha carni mollicce, occhi cotti (cornea lattiginosa, pupilla grigia) e infossati e aspetto non brillante.

    Non bisogna dimenticare, inoltre, di controllare l’etichetta, che deve accompagnare sempre il pesce, fresco, congelato o surgelato che sia (anche se purtroppo una recente indagine del Movimento Difesa del Cittadino ha individuato la mancanza di etichettatura dei prodotti ittici in numerosi mercati rionali).

    Nel caso di pesce fresco, sul cartellino che accompagna il prodotto devono essere riportati: denominazione della specie, metodo di produzione (se è pesce di mare, d’acqua dolce o d’allevamento), zona di cattura o di allevamento, peso netto e prezzo di vendita.

    Se si tratta di pesce congelato, va controllata la presenza dell’indicazione della quantità di glassatura, cioè della patina di ghiaccio (che non deve superare il 40 per cento). Se non è indicata sulla confezione, è tara e va dedotta dal peso lordo.

    Infine, sul prodotto surgelato vanno indicati: denominazione della specie seguita dal termine “surgelato”, elenco degli ingredienti (se si tratta di un miscuglio di pesci), peso netto, metodo di produzione (se è pesce di mare, d’acqua dolce o d’allevamento), zona di cattura o di allevamento, termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro”), nome e sede del produttore e dello stabilimento di produzione o confezionamento, lotto di appartenenza, modalità di conservazione dopo l’acquisto, istruzioni di uso, avvertenza di non ricongelarlo dopo averlo scongelato, prezzo di vendita.

    L’associazione dei consumatori ricorda, infine, che anche il pesce ha una sua stagionalità e che a dicembre, secondo il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, i pesci migliori sono cefalo muggine, nasello, sardina, sogliola, spigola, triglia.

    Nel video, il servizio dedicato al pesce realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino per Cittadini in TV.

    507

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AlimentazioneAssociazioni ConsumatoriIn EvidenzaSicurezza alimentare
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI