Sibutramina: per la FDA, possibili rischi di infarto

Sibutramina: per la FDA, possibili rischi di infarto

Lo studio suggerisce che i pazienti che fanno uso di Sibutramina sono ad aumentato rischio di eventi cardiovascolari, rispetto a coloro che fanno uso di placebo; tale aumento di eventi avversi è quantificato nell’ordine dell’11,4% in chi fa uso della sostanza rispetto a chi non ne fa;insomma, tale diversità è più alta di quanto atteso, indicando che la Sibutramina

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    Per intanto è solo una richiesta di approfondimento condotta dalla Food and Drug Administration, l’Ente di controllo di farmaci e sostanze alimentari in America, ma presto potrebbe, anche se è necessario mantenere il condizionale, diventare una vera e propria modifica,a meno di possibili aggiustamenti, nell’assunzione del farmaco, per quanto concerne la Sibutramina, in Italia commercializzato sotto forma del farmaco Reductil, additato dall’Ente quale responsabile di una più alta incidenza di malattie cardiovascolari importanti; ictus, infarto, morte per arresto cardiaco.

    Secondo lo studio che sta compiendo la Food and Drug Administration, non si vuol giungere a vietare l’uso del farmaco tout court, semmai prevedere delle restrizioni nell’assunzione per quei pazienti che risultino positivi a malattie di tipo cardiovascolare, limite oggi non previsto dalla Casa farmaceutica che commercializza il prodotto. Parliamo di una sostanza, Sibutramina, appunto, che viene assunta per il trattamento dell’obesità con linee posologiche che prevedono 5-10 o 15 mg di prodotto al giorno, seguita da un regime dietetico ad hoc volto a ridurre le calorie ingerite, purchè tale pazienti presentino all’inizio del trattamento un indice di massa corporea superiore o uguale a 30 kg/m2, qualora tale indice venga diminuito a 27 kg/m2, la prescrizione è consigliata per quei pazienti diabetici o con allarmanti livelli di colesterolo nel sangue e/o ipertesi.

    Lo studio suggerisce che i pazienti che fanno uso di Sibutramina sono ad aumentato rischio di eventi cardiovascolari, rispetto a coloro che fanno uso di placebo; tale aumento di eventi avversi è quantificato nell’ordine dell’11,4% in chi fa uso della sostanza rispetto a chi non ne fa;insomma, tale diversità è più alta di quanto atteso, indicando che la Sibutramina è associata ad un aumentato rischio cardiovascolare nella popolazione studiata. Aspettiamo dunque lo sviluppo degli studi in materia.

    Fonte: FDA, 2009

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