Shigellosi: sintomi, cause e terapia

Shigellosi: sintomi, cause e terapia
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    La shigellosi è una malattia infettiva che interessa l’intestino tenue, provocando sintomi importanti all’organismo: per questa ragione, è importante conoscerne le cause e intraprendere la terapia più adatta, il prima possibile. La shigellosi è causata da un gruppo di batteri chiamati Shigella ed è conosciuta anche come “dissenteria bacillare”. Ma qual è la sintomatologia esatta legata alla shigellosi? Quali sono le cause? Quale il trattamento per poter giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la shigellosi? Come anticipato prima, si tratta di una malattia infettiva che colpisce l’intestino tenue e che è conosciuta anche come “dissenteria bacillare”. Questa patologia è ampiamente diffusa nel mondo, ma ha una maggiore incidenza nei luoghi in cui le condizioni igienico-sanitarie sono carenti. La famiglia Shigella comprende quattro specie di batteri: Shigella Dysenteriaee, Shigella Flexeneri, Shigella Boyidii e Shigella Sonnei.

    Dei sintomi della shigellosi fanno parte: diarrea acquosa – spesso con sangue o muco – dolori addominali, febbre, infiammazione del colon acuta, segni di intossicazione generale, dissenteria emorragica – che può avere anche altre cause - irritazione agli occhi, minzione dolorosa, nausea e vomito, oltre a stato di shock e morte, nei casi più gravi. Tra le altre complicazioni legate alla shigellosi, possono presentarsi anche disidratazione – che è possibile prevenire con l’alimentazione - convulsioni, prolasso rettale, sindrome emolitica uremica, megacolon tossico e la sindrome di Reiter. Il tempo di incubazione varia da una decina di ore a una settimana.

    Quali sono le cause della shigellosi? Questa malattia è causata da una famiglia di batteri chiamati Shigella. La trasmissione dell’infezione avviene per contatto tra gli esseri umani tramite le feci di ammalati e a causa di scarsa igiene, ma il contagio può verificarsi anche mediante cibo e acqua contaminati. Per ovvie ragioni, i luoghi maggiormente a rischio sono quelli più frequentati dalle persone, come scuole, palestre e simili.

    Tra i fattori di rischio, ci sono l’età – l’infezione è più comune nei bambini dai 2 ai 4 anni – scarse condizioni igienico-sanitarie e alcuni tipi di rapporti sessuali.

    Di fondamentale importanza è, quindi, la prevenzione: occorre evitare di consumare acqua non potabile e alimenti poco cotti, oltre a prestare estrema attenzione alle norme igienico-sanitarie.

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è necessario contattare tempestivamente il medico che – grazie ad analisi ed esami specifici – stabilirà la diagnosi e, dunque, anche le cure più adatte al caso specifico. Oltre alla visita medica, allo studio dei sintomi e agli esami del sangue, potrebbero essere richiesti altri test per approfondire ulteriormente la condizione del malato, come l’esame delle feci.

    Quali sono i rimedi contro la shigellosi? La terapia di questa malattia consiste nella somministrazione di farmaci – come antibiotici, ad esempio, ma solo a discrezione del medico, quando strettamente necessario – oltre a una reidratazione orale o per via endovenosa: negli adulti sani, può essere sufficiente reintegrare i liquidi con acqua potabile; mentre, nei bambini, è consigliabile ricorrere a delle soluzioni arricchite con elettroliti come calcio, potassio e sodio. Inoltre, nei casi più gravi, potrebbe essere richiesto il ricovero ospedaliero. È, invece, controindicato l’utilizzo di farmaci antidiarroici, che potrebbero peggiorare il quadro clinico.

    Infine, la prognosi dipende da diversi fattori, quali la tempestività di intervento e la gravità della condizione, oltre che l’età e lo stato di salute generale del paziente. Generalmente, la prognosi è buona: la patologia scompare, infatti, nel corso di circa 5-7 giorni.

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