Sessualità: in Italia si conosce poco e si fa poca contraccezione

Sessualità: in Italia si conosce poco e si fa poca contraccezione

A lanciare l’allarme il SIGO, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che indica come da un lato la media del primo rapporto sessuale completo della donna è intorno ai 16 anni, dall’altro sono troppe quelle donne, il dieci per cento, che ricorrono alla contraccezione d’emergenza

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    L’Italia è una nazione per certi versi “bizzarra”…. da una parte infatti si proietta sempre di più verso il raggiungimento di sempre nuovi traguardi perfettamente in linea col ruolo che una Nazione progredita come il nostro Paese deve avere, dall’altra risente di retaggi sociali e culturali che ne frenano lo sviluppo, inteso anche come comportamenti del vivere quotidiano; tale discrepanza la cogliamo di fronte alla sessualità, ad esempio.

    Infatti, è possibile che una Nazione tanto evoluta e progredita come l’Italia debba soffrire del fatto di non essere nella condizione di valutare la sessualità e la contraccezione come dovrebbe? Forse sarà difficile da accettarlo, ma nei fatti in Italia si fa ancora troppa poca contraccezione, si usa poco e male il preservativo per non parlare della pillola anticoncezionale.

    A lanciare l’allarme il SIGO, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che indica come da un lato la media del primo rapporto sessuale completo della donna è intorno ai 16 anni, dall’altro sono troppe quelle donne, il dieci per cento, che ricorrono alla contraccezione d’emergenza, segno che in loro non esiste alcuna consapevolezza nel ricorrere ad una serena e soprattutto consapevole contraccezione, lo conferma anche il dato secondo il quale otto donne su cento non usa metodi anticoncezionali.

    Ma c’è di più, in alcune donne esiste l’idea che la “prima volta” possa essere affrontata senza alcuna precauzione, chissà perché, poi…. come se l’organismo ammettesse indulgenze…. E così 37 ragazze su cento si affida alla sua prima volta senza ricorrere ad alcun metodo anticoncezionale. Sulla base degli altri requisiti si palesa una realtà ben sintetizzata da queste risposte; Chi attende lo fa perché non si sente pronta (38%), perché non ha ancora incontrato il ragazzo giusto (29%) o perché contraria ai rapporti prematrimoniali (19%). La mamma è la prima persona a cui si rivolgerebbero in caso di una gravidanza inattesa. Il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo.


    I risultati di questo studio gettano un’ombra inquietante sul nostro Paese in fatto di contraccezione e sessualità, ovvero, l’Italia è all’ultimo posto in Europa per il ricorso alla contraccezione, soprattutto in vista del fatto che su cento persone esaminate, solo 53 vi ricorrono, così come quasi quattro italiani su dieci non la conosce proprio o sbaglia ad usarli in una percentuale che rasenta il dieci per cento. Ed inoltre, solo lo 0,3% delle under 19 italiane possiede una buona educazione sessuale, il 26,5% sufficiente, il 72,9% insufficiente, il 67% ritiene utile introdurre nelle scuole superiori la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali. Per il 46% delle intervistate i medici possono e devono promuovere maggiore counselling ed educazione in tema di sessualità.

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