Sei in sovrappeso? Paga il ticket

Lo scorso 26 giugno si è svolto a Milano il Convegno dedicato alla Medicina del Benessere

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    Lo scorso 26 giugno si è svolto a Milano il Convegno dedicato alla Medicina del Benessere. In questa occasione il prof. Arsenio Veicsteinas, docente di Fisiologia Umana, Dipartimento di Scienze dello Sport, nutrizione e salute, Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Milano ha lanciato una interessante provocazione che interessa le persone sovrappeso. Provocazione che dovrà essere raccolta dalle istituzioni: un ticket per chi pesa troppo.

    Secondo l’Istat nel 2007 il 41,6% degli italiani non svolgeva alcun tipo di attività fisica e il 37,6% solo attività sportive occasionali. Sommando le due cifre, gli italiani che conducono una vita prevalentemente sedentaria sono il 79,2%. Secondo il ministero della Salute in Italia gli obesi rappresentano circa il 45% della popolazione adulta. Solo a Milano è “grasso” un abitante su tre.

    Una situazione aggravata dal fatto che i medici di famiglia, per mancanza di formazione o interesse alla prevenzione, non si fanno promotori, in modo adeguato e pressante, di un corretto stile di vita. E i medici sportivi sono pochi e spesso intervengono solo laddove sono necessarie visite per chi pratica l’agonismo. Invece bisognerebbe prescrivere l’esercizio fisico, così come si fa con i farmaci. E a tutte le età, anche quelle più avanzate, e nei soggetti con alcune patologie croniche stabilizzate. Altrimenti si rischia di vedere crescere non solo il numero di obesi, ma anche di individui colpiti soprattutto di diabete di tipo II, patologie cardiovascolari e neoplasie.

    Per stare bene in salute, occorre fare attività fisica per un totale di almeno 1500 Kcal in una settimana. Basterebbe qualche lavoro in casa, un po’ di marcia a passo svelto quotidianamente, un’ora in bicicletta, un po’ di ginnastica o di ballo e, se possibile, del giardinaggio. Ma attenzione agli sforzi saltuari e intensi, come partite di calcio o tennis, anche solo una volta alla settimana, dopo i 50 anni, senza allenamento.

    Il Prof. Veicsteinas dà alle istituzioni cinque anni di tempo per organizzare un’educazione sanitaria seria, con promozione dell’attività motoria e la creazione di sedi ove praticare sport per tutti, in particolare per i più giovani. Cinque anni di spiegazioni e pubblicizzazione dell’iniziativa, con suggerimenti da parte del Servizio Sanitario Nazionale, in collaborazione con l’industria alimentare più “illuminata”.