Sedia a rotelle: questa si manovra col pensiero

Siamo ancora in una fase sperimentale, è vero, ma tutto sembra orientato per giungere presto ad un’applicazione pratica della geniale invenzione, che consiste in una sedia che è possibile azionare in base a degli impulsi generati dal casco in dotazione che viene indossato dall’inabile e che tramite elettrodi scandaglia a livello cerebrale le necessità dell’utilizzatore

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    sedia a rotelle  fabbricata da Toyota

    Ben sanno i disabili i sacrifici cui vanno incontro quando si muovono sulla sedia a rotelle, che va guidata, implica alcuni movimenti necessari per essere spostata e quando la persona diversamente abile non è più in grado di eseguire autonomamente i movimenti di cui necessita, viene richiesto l’aiuto di una seconda persona, di fatto aggravando il senso di dipendenza di chi è affetto da qualsiasi forma di handicap a seguito di malattia o infortunio.

    Ma tutto ciò potrebbe appartenere al passato, grazie ad una ricerca portata avanti dalla nota Casa automobilistica Toyota, che ha inventato la sedia a rotelle che si guida col semplice pensiero.

    Siamo ancora in una fase sperimentale, è vero, ma tutto sembra orientato per giungere presto ad un’applicazione pratica della geniale invenzione, che consiste in una sedia che è possibile azionare in base a degli impulsi generati dal casco in dotazione che viene indossato dall’inabile e che tramite elettrodi scandaglia a livello cerebrale le necessità dell’utilizzatore e da qui interpretate le intenzioni dell’utente della particolare sedia a rotelle.

    Risultato, se la persona intenderà virare a sinistra, piuttosto che a destra, basterà che penserà a questa sua intenzione approfittando anche del fatto che la particolare sedia a rotelle esegue percorsi in avanti, indietro, vira di 360 gradi e soprattutto, fatto importante, ogni sedia si personalizza alle esigenze del suo utilizzatore nel giro di una settimana circa, plasmandosi alle esigenze del disabile.