Scoliosi: non sempre serve la chirurgia

Scoliosi: non sempre serve la chirurgia

Due studi italiani, i primi nel campo della scoliosi giovanile, sostengono che un trattamento della deformazione della colonna vertebrale, con esercizi correttivi e corsetto, permette di evitare la chirurgia nel 92% dei casi

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    La scoliosi si può risolvere senza chirurgia

    Colpisce soprattutto i bambini fra i 4 e i 10 anni, determinando una deformità della colonna vertebrale, che si può presentare curvata innaturalmente verso destra o sinistra, in avanti o indietro, quindi deformata in modo tridimensionale. È la scoliosi giovanile.

    Il problema tende a peggiorare con gli anni soprattutto con la pubertà, tra i 10 e i 13 anni e se non trattata adeguatamente può richiedere la chirurgia. Ma esercizi riabilitativi e l’uso di corsetti specifici possono aiutare a evitarlo, permettendo anche di mantenere la correzione ottenuta.

    A dirlo sono gli esperti dell’Isico, l’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale, fautori di due studi sull’argomento, i primi in ambito italiano e tra i pochi a livello internazionale.

    Un primo studio ha valutato 30 pazienti, trattati sia con corsetto sia con corsetto ed esercizi, mentre il secondo ha coinvolto 76 pazienti, suddivisi in tre gruppi a seconda della gravità della curva scoliotica. “Solo il 10,5 % dei ragazzi da noi curati ha superato l’adolescenza con curve al di sopra dei 45° Cobb e se è chiaramente emerso un naturale peggioramento (il 51,3% dei pazienti ha avuto un peggioramento oltre i 6° durante la pubertà), il 92% dei ragazzi ha superato l’adolescenza evitando l’intervento chirurgico” rivela la dottoressa Claudia Fusco, fisiatra e ricercatrice Isico.

    Sembra quindi che lo svolgimento di una ginnastica correttiva stabilita con lo specialista e l’uso di un sorta di busto ortopedico, adatto al singolo caso e modificabile in base all’entità del problema, permetta di controllare il naturale peggioramento della scoliosi e anzi, arrivare a un miglioramento. “Molto spesso l’approccio è ‘aspettare e vedere’ cosa succede dopo il picco puberale, ma partendo dalla conoscenza comune che le scoliosi in pubertà hanno la tendenza a peggiorare, in base ai nostri studi, il trattamento riabilitativo conservativo ha la possibilità di portare a dei risultati positivi, in grado di essere mantenuti a fine crescita” spiega il dottor Stefano Negrini, direttore scientifico di Isico.

    Immagine tratta da: Fisiobrain.com

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