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Scolarizzazione: influenza le scelte in salute

Scolarizzazione: influenza le scelte in salute

Studiare fa bene, non solo alla cultura, ma anche al fisico, uno studio europeo dimostra la diretta correlazione tra la conoscenza delle patologie e la possibilità di evitare di cadere in fallo, non solo la scolarizzazione, ma anche il possesso di beni utili e di danaro aiuta a migliorare le cure, le condizioni sanitarie e lo stato di salute in genere

da in Benessere, Ministero della Salute, Primo Piano, Psicologia, Ricerca Medica, Sanità
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    Lo Studio

    Lo studio scolastico ed extrascolastico, non solo fa bene alla formazione di base, alla preparazione, migliorando la qualità e la quantità di informazioni che il nostro cervello riesce ad elaborare e a rigenerare, ma anche aiuta per superare momenti di crisi e di difficoltà. A dimostrare quanto lo studio possa fare bene e quanto ci possa regalare in salute è uno studio. Si tratta di una elaborazione di dati che individua una correlazione tra il livello di istruzione e le patologie croniche e gravi, ma vediamo insieme in che senso esiste una diretta correlazione tra questi eventi apparentemente così poco connessi tra di loro.

    Lo studio parla dello stato di salute della gente comune e evidenzia come, le persone con un titolo di studio superiore o universitario, stiano meglio in salute rispetto alle persone che hanno un titolo di studio più basso. La prima diretta correlazione dimostra che studiare serve per conoscere le malattie, se stessi e la prevenzione, ma non è tutto, sempre secondo i dati considerati, le persone che possono studiare hanno spesso un reddito maggiore, il che consente di affermare che avere disponibilità economica è una delle strade ottimali per potersi curare bene e con completezza.

    Fino a qua niente di nuovo, la notizia sarebbe ovvia, se non fosse che, secondo i nuovi dati espressi dallo studio dell’Istituto Superiore di Sanità Francese non solo è vero quanto detto prima, già dimostrato dalla teoria sociologica di moda negli anni ”70 per cui si diceva che la conoscenza è il primo passo per la prevenzione, ma farebbe luce su ulteriori dati di fatto fino ad ora non considerati.

    Una buona istruzione aiuta non solo a prevenire, ma anche a regolare il proprio stile di vita e le proprie necessità a una situazione migliore per se stessi, ad esempio, se posso scegliere che cosa mangiare, posso evitrare di mangiare quello che mi farà male, se non posso scegliere invece non potrò evitare di peggiorare il mio stato di salute; lo stesso vale per le malattie come il cancro, le malattie ginecologiche, dello stato nervoso, dell’ipertensione, etc..

    Con una buona dimestichezza con le informazioni fornite dal Sistema Sanitario, laddove funziona, la persona può sottoporsi a visite periodiche e screening con la sicurezza di fare per se stessa quello che è giusto, anche non conoscendo che cosa sta facendo, ma per poter essere sicuri di scegliere la cosa giusta per sè, in questo caso, è necessario avere un rapporto schietto e sereno con il proprio medico, che ha in mano la vostra posizione sanitaria.

    Secondo una indagine curata dal Dipartimento di Epidemiologia dell’University College di Londra, che è stata condotta su oltre 15mila persone di età compresa tra i 55 e i 65 anni (1), la condizione sociale include anche la casa, il lavoro, il possesso di mezzi, di danaro contante, di benefici e di una serie di beni e di servizi che aiutano ad affrontare al meglio le condizioni di salute negative, da cui e non da poco, la propensione a sentirsi ottimisti e sereni o la propensione a essere stressati e incerti sul proprio futuro.

    (1) Psichiatra, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, Viterbo

    Le immagini sono tratte dal sito internet Esonica.Files

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