Sclerosi multipla: un nuovo studio sul metodo Zamboni

Sclerosi multipla: un nuovo studio sul metodo Zamboni

Uno studio statunitense, presentato al meeting annuale della Society of Interventional Radiology, ha confermato la sicurezza del metodo Zamboni per trattare la sclerosi multipla

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    Secondo uno studio statunitense, il metodo Zamboni, per combattere la sclerosi multipla, sarebbe sicuro. Da questa ricerca non si parla tanto dell’efficacia (comunque sempre sotto studio) ma della sicurezza. La metodica, sperata e voluta, da tutti i pazienti sofferenti di sclerosi multipla, è in attesa di essere a disposizione di questi ultimi. Il metodo Zamboni consiste nel trattamento, con angioplastica, dell’insufficienza venosa cerebro-spinale.

    Lo studio statunitense, è stato condotto dai ricercatori dell’Albany Medical Center, e presentato al meeting, che si svolge ogni anno, della Society of Interventional Radiology americana. Gli studiosi hanno confermato la sicurezza del metodo Zamboni, o meglio dell’angioplastica, su 231 persone affette da sclerosi multipla.

    I risultati di questo studio hanno sottolineato come il 97% degli interventi di angioplastica eseguiti su questi pazienti abbiano dato pochissime o nessuna complicazione, se eseguiti in ospedale o in ambulatorio.

    Su tre pazienti si è valutata una temporanea alterazione del ritmo cardiaco, e su quattro un restringimento dei vasi sanguigni trattati. La maggior parte dei pazienti quindi, non ha presentato nessuna complicazione, ma è stato dimesso dopo due ore. Speriamo, per tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla, che il prima possibile, confermino oltre che la sicurezza anche l’efficacia, e si possa così iniziare a trattare queste persone.

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