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Sclerosi multipla: le stagioni influiscono sul suo andamento

Sclerosi multipla: le stagioni influiscono sul suo andamento

Le stagioni non influenzano solo l'umore, il caldo e in particolare le stagioni con temparature più elevate, hanno riflessi negativi sulla sclerosi multipla, peggiorandone gli effetti

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    La sclerosi multipla, l’andamento segue le stagioni

    Le stagioni influenzano l’umore, si sa, a volte anche la salute, ma secondo una recente ricerca d’oltreoceano i riflessi stagionali non si fermano qui. Sarebbero proprio le stagioni ad avere un inaspettato effetto anche sull’andamento di una patologia complessa la scelrosi multipla, influenzandone le manifestazioni e i sintomi, almeno stando ai risultati della ricerca statunitense pubblicata sulla rivista Neurology.

    I mesi più caldi, secondo lo studio a stelle e strisce, sarebbero anche quelli più critici per i pazienti affetti dalla sclerosi multipla: in primavera ed estate gli effetti della malattia sull’organismo sarebbero più importanti ed evidenti.

    I ricercatori della Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Stati Uniti, hanno evidenziato come l’andamento della patologia segua quello climatico. In particolare, gli effetti della sclerosi multipla sull’organismo sono più forti nei mesi più caldi, perché è proprio in questi periodi dell’anno che si osserva una maggiore formazione delle lesioni associate alla malattia.

    Per giungere a questo risultato, gli esperti di Boston hanno analizzato gli esiti della risonanza magnetica di 44 pazienti, effettuate tra il 1991 e il 1994, confrontandole attentamente con molteplici fattori climatici e atmosferici, come le temperature, le radiazioni solari e le precipitazioni. I ricercatori hanno scavato nelle cartelle cliniche degli anni novanta per garantire un risultato più veritiero: infatti, nei primi anni ’90 non esistevano ancora farmaci per contrastare la patologia e, di conseguenza, l’effetto delle terapie non ha influenzato gli esiti degli esami.

    “Non solo ci sono più lesioni in primavera ed estate, ma la loro intensità cresce nei giorni con temperature più alte e maggiori radiazioni solari” ha sottolineato Dominik Meier, che ha condotto lo studio.

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