Sclerosi multipla, diabete, ictus e infarto vicini alla cura definitiva

Sclerosi multipla, diabete, ictus e infarto vicini alla cura definitiva

La scienza si avvicina a grandi passi ad affrancare l'umanità da terribili malattie; fra cinque anni potrebbero iniziare gli esperimenti sull'uomo per guarire da sclerosi multipla, ictus, diabete e infarti

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    Scienziati

    Se dicessimo che, alla luce di quanto hanno scoperto scienziati dell’università di Harvard, potremmo essere ad un passo dalla risoluzione totale di gravissime malattie quali la sclerosi multipla, visto che è possibile creare cellule neuronali mancanti, fin’anche ad immaginare che gli scienziati potrebbero osare ancora di più e sulla base delle conoscenze acquisite convalidare la tesi secondo la quale fra le cause degli esiti di un ictus stia proprio la necrosi del tessuto cerebrale con tutto quello che ne consegue e che dunque, analogo trattamento potrebbe essere adottato per pazienti colpiti da accidenti cerebrali, pensereste di essere nel libro dei sogni?

    Tranquillizzatevi, stiamo sempre coi piedi per terra, perchè se poi andiamo a vedere in che cosa consiste il lavoro scientifico dei ricercatori di Harvard scopriamo che, agendo sul tessuto pancreatico, gli stessi scienziati che cercavano di capire se era possibile affrancare i pazienti diabetici dall’insulina iniettata dall’esterno si sono imbattuti in una rosa di possibilità che è andata al di là delle loro stesse aspettative.

    Scoperte scientifiche: guerra alle malattie

    Una cosa è certa e ci guardiamo bene dal creare false aspettative, gli studiosi sarebbero davvero all’alba di un nuovo giorno in cui, nel giro di cinque anni, soprattutto se gli esperimenti proseguiranno in questa direzione, il genere umano e, perché no, anche animale, potrebbe essere affrancato dalle peggiori malattie e non solo quelle citate, persino l’infarto cardiaco potrebbe trovare soluzione certa una volta che si riuscirà a ricostruire non più in laboratorio ma direttamente sotto la pelle del paziente, il tessuto che la prolungata ipossia ha distrutto.

    Dunque un futuro foriero di importantissime novità a cui dobbiamo fermamente credere per il solo fatto che non ci troviamo di fronte ad ipotesi, congetture, elucubrazioni dello “stregone” di turno, quanto davanti al fatto di sapere che è possibile intervenire sulle cellule, dando loro l’indicazione di trasformarsi in altre, quelle stesse che in quel determinato tessuto ci servono per guarirlo.

    Le prime ipotesi con le cellule staminali

    Questa strada era già stata intrapresa con le cellule staminali che tante soddisfazioni stanno dando, ma oggi ad Harvard, si è osato di più, s’è “ordinato” al pancreas, ad esempio, suggestivamente parlando come pare sia stato fatto a “Lazzaro, alzati e cammina, “di utilizzare proprie cellule e indurle a produrre insulina.

    Ma come mai avranno fatto i ricercatori a giungere a questo risultato, semplice, per modo di dire…. hanno di fatto inoculato su un paziente diabetico delle proteine in grado, geneticamente, di trasformare un gruppo di cellule del pancreas in altre che secernono insulina; il risultato sperimentale è quello di assistere alla guarigione, vorremmo che fosse chiaro, siamo ancora nell’ambito della pura sperimentazione, del paziente dal diabete dal quale era affetto; in questo caso il diabetico era un topolino.


    La strada per guarire dalla sclerosi multipla, dagli ictus e dagli infarti

    Vorremmo anche ricordare che i topolini, hanno la sfortuna, loro, di avere caratteristiche fisiologiche simili all’uomo. Ma gli esperimenti sono ancora proseguiti, una triade di geni sono stati inseriti come una miccia all’interno di cellule sane e le hanno indotte, nel primo caso a produrre insulina ma allo stesso risultato si sarebbe giunti applicando analogo trattamento a cellule diverse indotte a produrre cellule neuronali, per i malati di sclerosi multipla o per i pazienti colpiti da ictus anche devastanti e cellule cardiache per quelli colpiti da infarti e dagli esiti incerti e spesso mortali.

    Insomma, gli scienziati sono davvero giunti, sia pure ancora in via sperimentale, a trasformare le cellule e di andare a collocarle laddove servono seguendo la specializzazione che dovranno subire, ciò viene attuato anche sulle cellule adulte, fatto che differenzierebbe l’attuale scoperta da tutte quelle relative alle cellule staminali che, essendo ancora immature e non essendosi specializzate, occorre impiantarle attendendo che nel tessuto che si vuole coltivare queste acquisiscano la loro specializzazione.

    Il tessuto: un oceano di cellule

    Il motivo per cui sono fondamentali le cellule da impiantare è dato dal fatto che ogni tessuto è composto da cellule che, dove mancanti, provocano quella sofferenza causata dalla malattia che le ha distrutte; lo stesso avviene nel’invecchiamento, ma qui conviene fermarsi, non vorremmo neanche immaginare ad futuro prossimo o lontano dipenderà dalla scienza, abitato da una generazione di immortali!

    Lo studio, che a detta dei ricercatori fra cinque anni verrà sperimentato sugli uomini, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature ed è stato direttamente curato da Doug Melton, co-direttore della Harvard Stem Cell Institute e capo della ricerca

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