Sclerodermia: nuova strategia di cura “italiana”

Sclerodermia: nuova strategia di cura “italiana”

Un gruppo di ricercatori tutto italiano ha scoperto una nuova stategia contro la sclerodermia: un piano d'attacco alla malattia con un farmaco biologico che fa ben sperare per il futuro

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    Nuova cura per la sclerodermia

    La lotta alla sclerodermia potrebbe aver trovato un nuovo alleato: una ricerca tutta italiana ha evidenziato i risultati promettenti di una nuova terapia. Lo studio, pubblicato recentemente su Arthritis Research & Therapy, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università la Sapienza di Roma, tra i quali il professor Gianfranco Ferraccioli, e apre la strada a prospettive interessanti.

    I ricercatori romani hanno individuato una nuova strategia per combattere la sclerosi sistemica progressiva, una malattia autoimmune grave, nota anche come sclerodermia, per uno dei suoi effetti peggiori, la fibrosi, l’indurimento dei tessuti dei pazienti. I tessuti del corpo umano si ispessiscono progressivamente fino a perdere elasticità e a diventare duri, alterando la funzione degli organi coinvolti.

    Il progressivo indurimento dei tessuti è provocato dall’accumulo di particolari proteine, che non vengono assorbite correttamente dall’organismo.

    Tra i principali “attori” nella comparsa di questa malattia ci sono i fibroblasti, responsabili della produzione delle proteine, le cellule endoteliali, che rivestono la parte interna dei vasi e quelle del sistema immunitario. Sono proprio queste ultime le protagoniste principali, che, attivando una risposta eccessiva, scatenano la malattia autoimmune.

    La nuova offensiva contro la sclerodermia studiata dai ricercatori romani passa proprio dalle cellule B del sistema immunitario, che sono state eliminate con un farmaco biologico, risultato, in associazione a una dose di immunosoppressori bassa, molto efficace per contrastare la malattia.

    Immagine tratta da: diversamenteabili.info

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