Sciroppi: si somministrano coi misurini

Stiamo parlando dell’abitudine da parte di molti pazienti e di molte mamme nei confronti dei propri figli di somministrare farmaci, sciroppi in particolare, usando in luogo del misurino, che quasi sempre accompagna la confezione del prodotto, con un più pratico cucchiaio da cucina

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    sciroppi tosse

    Forse non sarà un grave problema medico di fronte alla somministrazione di terapie contro comuni malattie o affezioni, ma può essere un atteggiamento sconsigliabile da attuarsi nella cura di malattie più impegnative che richiedono il dosaggio esatto del farmaco da prendere.

    Stiamo parlando dell’abitudine da parte di molti pazienti e di molte mamme nei confronti dei propri figli di somministrare farmaci, sciroppi in particolare, usando in luogo del misurino, che quasi sempre accompagna la confezione del prodotto, con un più pratico cucchiaio da cucina.

    La pratica è scorretta in quanto un dosaggio misurato in tal modo empirico non assicura la giusta quantità di farmaco al paziente. Lo dimostra anche una recente ricerca scientifica che ha trovato spazio sulla rivista Annals of Internal Medicine che illustra i pericoli derivanti dall’uso dei cucchiai da cucina per misurare la medicina liquida. Infatti secondo il lavoro scientifico compiuto, a seconda delle dimensioni assunte dal cucchiaio, il numero di pazienti che si sono sottoposti volontariamente all’esperimento ricevevano una quantità di medicina in meno dell’ordine dell’8/12% rispetto alla quantità necessaria prescritta dal medico per curare l’influenza ed il raffreddore, malattie delle quali in quel momento soffrivano.

    Il problema è dovuto anche ad un altro fattore, le diverse dimensioni dei cucchiai da cucina che, se troppo grandi rischiano di fare assumere quantitativi eccessivi del farmaco, mentre se troppo piccoli fanno l’esatto contrario. E’ di questo avviso il Dott. Brian Wansink, direttore del Cornell Food and Brand Lab, che ha condotto lo studio. Il 12% in più potrebbe non sembrare molto, ma questo avviene ogni quattro-otto ore, per un massimo di quattro giorni. Così l’incremento aumenta, al punto da rendersi inefficace o addirittura pericoloso.