Sciroppi per la tosse: sono davvero innocui per i bambini?

Sciroppi per la tosse: sono davvero innocui per i bambini?

Si tratta di capire a questo punto se i rimedi antitosse e gli spray nasali fin’ora conosciuti, soprattutto se rivolti ai bambini, non debbano subire i giusti controlli da parte delle Autorità quale la FDA, ovvero, l’Ente Americano di controllo dei farmaci per valutare eventuali rischi e benefici per i minori

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    I genitori lo sanno bene, sentire il proprio figlio tossire tutta la notte, insensibile ad ogni rimedio per porre fine a quella sorta di “tormento”, è una delle situazioni più prostranti che possiamo vivere; a questo punto quando il pediatra non è proprio lì, lì, per essere raggiunto, il rimedio praticato è quello rappresentato dalla prima farmacia aperta più vicina.

    Si tratta di capire a questo punto se i rimedi antitosse e gli spray nasali fin’ora conosciuti, soprattutto se rivolti ai bambini, non debbano subire i giusti controlli da parte delle Autorità quale la FDA, ovvero, l’Ente Americano di controllo dei farmaci per valutare eventuali rischi e benefici per i minori.

    Questo è stato il ragionamento che s’è fatto Charles J. Garley, a capo della FDA, rispondendo ad una intervista al New York Times. Alla base dell’indagine la preoccupazione serpeggiante circa la consistenza o meno del pericolo di effetti collaterali anche da parte di questi farmaci, tenuto conto che spray nasali decongestionanti e sciroppi antitosse sono somministrati anche a bambini di età minore ai due anni e che il pericolo esista lo dimostra il fatto che fra il 2004 ed il 2006 più di 1.500 bambini sono giunti al pronto soccorso dopo l’assunzione di tali preparati per sovrapposti problemi respiratori e tre di loro con meno di sei mesi di vita, sono morti.

    Ed in Italia come è la situazione?

    In Italia sappiamo bene che tali farmaci sono molto utilizzati anche se mancano riscontri reali sull’efficacia in età pediatrica. Che il fenomeno sia esteso lo si deve più che altro desumere, visto che non esiste un registro che ne certifichi i reali dati di vendita atteso che non stiamo parlando di farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma una recente indagine commissionata dall’Istituto Mario Negri di Milano, ha appurato che a fronte di ben 53 diversi principi attivi fra quelli più acquistati e rappresentati da rimedi antitosse e fra tutti i farmaci da banco, tali presidi farmacologici sono i più acquistati.

    L’allarme è più che giustificato

    E che l’allarme vi sia di fronte ad un consumo “allegro” di tali specialità lo dimostra il fatto che in molti di questi sciroppi e spray nasali sono presenti sostanze quali l’efedrina e la pseudoefedrina, che non sono principi del tutto innocui, soprattutto se somministrati in dosi generosi e, visto che vengono assunte dai minori, rappresentano un pericolo aggiunto. Basta del resto ascoltare le parole della dottoressa Maria Font del Servizio farmaceutico dell’USSLL 20 di Verona quando afferma che, “ soprattutto la pseudoefedrina, abbinata ad altri principi attivi, è usata come antitosse in una miriade di formulazioni, dagli antiallergici ai decongestionanti nasali “ eppure l’allarme su queste sostanze è vecchio di almeno sei anni da quando il Ministero della Salute le collocò nella lista di sostanze il cui impiego è considerato Doping.


    Altre volte in alcuni sciroppi per la tosse troviamo due o anche tre principi attivi diversi, ad esempio, un sedativo con un espettorante, oppure vere e proprie “ insalate” farmaceutiche, un decongestionante, un antistaminico, un sedativo, un mucolitico. A parte il rischio di eventuali allergie nei confronti anche di uno solo di questi componenti che è difficile da individuare, resta il fatto che non esiste una vera e propria letteratura scientifica che riporti uno studio circa l’uso di tali sostanze in età pediatrica; eppure per lo più parliamo di prodotti da banco. Di contro esistono doti di sicurezza che indicano come l’abuso o l’uso incongruo di questi preparati farmacologici possa causare reazioni avverse anche gravi, soprattutto per i piccoli pazienti.

    Chi rischia di più

    Rischiano maggiormente i figli di madri apprensive che appena si accorgono che il piccolo non respira bene procedono a somministrare dosi generose di decongestionanti in spray nasali. Poiché nei bambini entro i primi sei mesi di vita la respirazione è per lo più nasale, l’abuso di tali sostanze, che causano vasocostrizione prima e vasodilatazione dopo, arrecano danni alla mucosa del naso del bambino che rischia di non respirare più. E che dire di quegli abusi che comportano da parte del bambino l’assorbimento del farmaco proprio tramite il tappeto nasale con possibili gravi rischi all’apparato cardiovascolare ed al Sistema Nervoso Centrale.

    Secondo Antonio Addis dell’AIFA “ bambini e lattanti sono più sensibili agli effetti sistemici rispetto agli adulti”. Sono molti i Paesi nel mondo che hanno richiesto studi approfonditi circa l’uso di tali sostanze in ambito ai pazienti pediatrici. Ben venga dunque che lo si cominci a fare anche in Italia ad opera dell’AIFA per studiare le giuste raccomandazioni da fornire a proposito dell’uso congruo e segnalare al meglio eventuali restrizioni.

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