Schizofrenia: nuovi marcatori cerebrali per predirla

Schizofrenia: nuovi marcatori cerebrali per predirla

Scoperti nuove spie d'allarme importanti, possibili marcatori per predire la comparsa di disturbi mentali e malattie psichiatriche serie, come la schizofrenia e prevederne il rischio

da in Malattie, Malattie mentali, Schizofrenia
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    Scoperto possibile marcatore della schizofrenia

    Importante scoperta per la prevenzione e la predizione di alcune malattie mentali molto gravi, che rischiano di compromettere la qualità di vita e l’autonomia delle persone, come la schizofrenia: un gruppo di ricercatori della Nottingham University ha individuato specifici modelli di attività cerebrale nei bambini e nei ragazzi, che potrebbero essere la via giusta per predire lo sviluppo di alcuni disturbi psichiatrici.

    Veri e propri possibili marcatori, quelli scoperti dagli scienziati di Nottingham e presentati recentemente al Forum europeo sulle neuroscienze di Amsterdam. Un passo davvero significativo nella lotta a queste malattie mentali “se possiamo identificare le persone che hanno un elevato rischio di sviluppare la schizofrenia, tramite marcatori neurocognitivi del cervello, allora potremmo essere in grado di ridurre il rischio della comparsa” ha sottolineato Maddie Groom, coordinatrice della ricerca anglosassone.

    Sono centinaia di milioni le persone che, da una parte all’altra del globo terrestre, soffrono di disturbi mentali e malattie psichiatriche anche molto serie: schizofrenia, depressione, ma anche epilessia e demenza.

    Gli studiosi hanno monitorato l’attività cerebrale dei fratelli senza problemi di salute delle persone affette da schizofrenia, durante l’esecuzione di un compito al computer, che necessitava di riposte tempestive di fronte agl stimoli ricevuti: “l’attività cerebrale si e’ ridotta nel momento in cui i fratelli coinvolti nello studio avevano bisogno di prestare attenzione allo stimolo e quando avevano bisogno di inibire la loro risposta” ha osservato la coordinatrice della ricerca.

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