Schizofrenia: il rischio aumenta se ci sono stati dei casi in famiglia

Schizofrenia: il rischio aumenta se ci sono stati dei casi in famiglia

Uno studio americano ha scoperto l’esistenza di differenze, a livello delle reti funzionali del cervello, nei bambini con alle spalle casi familiari di schizofrenia

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    Il rischio di insorgenza di schizofrenia aumenta nel caso in cui in famiglia ci siano stati dei parenti affetti dalla patologia. Uno studio statunitense ha sottolineato le differenze cerebrali esistenti nei bambini, figli di pazienti schizofrenici, e di quelli provenienti da una famiglia priva di casi patologici. Se i ricercatori confermassero questi risultati, anche con altri studi, si potrebbe sapere in anticipo la possibilità di insorgenza della schizofrenia o di patologie simili. La certezza di ciò, comunque sottolineano gli studiosi, non è mai sicura al 100%.

    Zone e funzionalità cerebrali prese in esame dagli studiosi americani

    zone funzionalita cerebrali studiosi americaniUn gruppo di neuroscienziati della Wayne State University ha studiato e rilevato le alterazioni cerebrali esistenti nei bambini con genitori schizofrenici. In particolar modo sono state esaminate le reti funzionali del cervello. In cosa consistono? Quest’organo è costituito da numerose cellule chiamate neuroni, che riescono, lavorando tutti insieme, ad espletare un lavoro importantissimo e complicato: attività cognitive, memoria, visione, e tutte le altre funzioni che ci permettono di essere degli individui pensanti. Singolarmente, i neuroni, non sarebbero in grado di svolgere alcunché, ma uniti, vanno a formare degli insiemi neuronali o reti funzionali. Queste ultime sono vastissime e responsabili di tutte le attività del cervello: un neurone comunica con altri 1000 neuroni andando a formare una rete di interazioni dinamiche vastissima. Gli studiosi, guidati dal dottor Vaibhav Diwadkar, docente di psichiatria, hanno concentrato il loro lavoro proprio su queste reti andando a scoprire quali possano essere le origini plausibili della schizofrenia. La ricerca, pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry, ha preso in esame le differenze esistenti, a livello cerebrale, nei bambini e adolescenti figli di genitori malati o appartenenti ad una famiglia con casi di malattia e giovani, invece, con nessun caso di schizofrenia familiare. Le differenze ci sono e anche evidenti.

    Studio e risultati

    studio risultatiLa ricerca è durata per più di tre anni, prendendo in esame giovani adolescenti con un’età compresa tra gli 8 ed i 20 anni. A questi ultimi sono stati fatti osservare dei volti umani con diverse espressioni: positive, negative, e neutre. Mediante analisi di risonanza magnetica funzionale sono state studiate, mentre i giovani volontari erano intenti ad osservare le varie espressioni, le reti funzionali cognitive cercando di captare una riduzione della loro attività. I risultati dello studio hanno sottolineato una diminuzione del lavoro di queste reti, proprio nei bambini con casi familiari di schizofrenia. I ricercatori affermano come questa scoperta rappresenti un fattore importante per poter sapere in anticipo la possibilità dello sviluppo della malattia. Si potranno avere delle diagnosi precoci e la possibilità di agire prima, cercando di inibire il più possibile l’insorgenza. È anche vero che la certezza completa che la schizofrenia si sviluppi non si è ancora in grado di affermarlo, ma sicuramente si è su una buona strada per giungere a delle diagnosi precoci.

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