Schizofrenia: diagnosi più semplice con nuovi marker

Un gruppo di ricercatori dell’Università della California ha condotto uno studio sulla schizofrenia, scoprendo un degli indicatori o marker, in grado di facilitarne la diagnosi

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    Schizofrenia diagnosi più semplice con nuovi marker

    La schizofrenia, grazie ad un recente studio, potrà essere diagnosticata più facilmente mediante dei nuovi marker. Diagnosticare questa patologia non è mai stato molto semplice, e non solo, ma anche il trattamento ha sempre presentato qualche difficoltà. Queste ultime dipendono dalla caratteristica principale della malattia: l’eterogeneità. Infatti in essa si possono riconoscere un insieme polimorfo di disturbi del comportamento e del pensiero, tutti con base psicotica. Nei vari studi passati la causa di questa patologia si è sempre ricondotta ad alterazioni nei sistemi dopaminergici o dei neuroni glutamatergici. Ma basarsi su questi dati (propri anche ad altre patologie neurologiche) per fare una diagnosi precisa di schizofrenia non basta. Sino ad ora il medico ha trovato non poche difficoltà per diagnosticare la schizofrenia e trattarla, anche perché escludendo la familiarità e la componente genetica, non aveva molti dati a cui fare affidamento, se non la storia e il percorso interiore del paziente. La scoperta dei nuovi marker potrà agevolare e facilitare la scoperta della patologia.

    Lo studio condotto negli Stati Uniti

    Lo studio condotto negli Stati Uniti

    Un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Diego, guidati dal dottor Gregory A. Light, ha condotto uno studio sulle cause della schizofrenia. Gli studiosi, sia grazie a quest’ultimo lavoro sia a ricerche passate, sono riusciti ad identificare un gruppo di marker, di indicatori importanti per capire le anomalie cerebrali in persone affette da patologie psichiatriche. In questo specifico caso si tratterebbe di “endofenotipi”, ossia indicatori che possono essere fisiologici, biochimici, neuropsicologici, cognitivi, percettivi, in grado di aiutare il medico a diagnosticare e a riconoscere, in maniera certa ed accurata le alterazioni cerebrali, in pazienti con una sintomatologia schizofrenica non del tutto evidente. Questa ricerca, pubblicata su PLoS One, ha coinvolto 550 pazienti affetti da schizofrenia: sono stati identificati i marker di cui sopra (grazie ad una serie di metodiche come sensori posizionati sul cranio, test dell’attenzione e della memoria), sia all’inizio dei lavori sia dopo un anno. I livelli degli indicatori erano rimasti stabili nel tempo anche quando vi erano delle fluttuazioni comportamentali e nell’atteggiamento. Nonostante questa scoperta, gli studiosi sottolineano quanto sia importante e necessario continuare con ulteriori ricerche per scoprire se con questi indicatori si possono riconoscere anche altre patologie psichiatriche oltre alla schizofrenia, ed avere tutta una serie di dati per un trattamento specifico e duraturo nel tempo.

    Difficoltà di diagnosi

    Difficoltà di diagnosi

    Come accennato sopra fare una diagnosi di schizofrenia presenta alcune difficoltà. Sino ad ora il medico doveva basarsi, soprattutto, sulla sua abilità, non avendo altri dati, e sulla conoscenza (mai completa per evidenti motivi) del paziente. Il problema era ed è che il paziente affetto da schizofrenia non ha un comportamento coerente, ma può anche presentare momenti psicotici e pericolosi, come anche positivi e tranquilli. Basarsi sulla storia e sulla vita interiore raccontata dal paziente non è quindi un dato certo. Grazie alla scoperta dei marker i medici potranno diagnosticare la malattia più facilmente ed aiutare così i pazienti a curarsi.