Schizofrenia, come effettuare la diagnosi e curarla

La schizofrenia è un grave disturbo psicotico che compromette la vita di chi ne è affetto. Ecco perchè questa malattia deve essere attentamente diagnosticata e curata. Il Dr. Marco Paolemili ci aiuta a capire quali sono i sintomi e cosa fare se si dovessero presentare.

da , il

    Schizofrenia, come effettuare la diagnosi e curarla

    La schizofrenia è un disturbo di natura cronica, che comprende una serie di sintomi caratteristici, come l’alterato giudizio di realtà, la perdita dei confini dell’Io e del contatto con il mondo esterno, i disturbi delle percezioni, il comportamento gravemente disorganizzato. Ma come riconoscerne i segni iniziali? Abbiamo chiesto al Dr. Marco Paolemili, specialista in psichiatria, di aiutarci a capire quali sono i primi campanelli d’allarme che è bene non sottovalutare.

    Quando si parla di schizofrenia?

    La schizofrenia è considerata come una malattia singola, tuttavia comprende un gruppo di disturbi, probabilmente con cause differenti, ma con sintomi comportamentali e del pensiero abbastanza simili.

    Le ricerche più recenti hanno evidenziato che questa malattia ha una genesi multifattoriale, cioè più cause genetiche, biologiche e ambientali concorrono allo sviluppo della patologia.

    Come si diagnostica?

    Per diagnosticare una schizofrenia è necessario che due o più dei seguenti sintomi siano contemporaneamente presenti, per almeno un mese:

    • Deliri
    • Allucinazioni
    • Linguaggio e comportamento disorganizzati
    • Sintomi negativi (appiattimento dell’affettività, povertà di linguaggio, riduzione delle attività, deficit dell’attenzione)

    Questi sintomi devono produrre un significativo disagio alla persona e un funzionamento alterato nell’ambito del lavoro (o della scuola), delle relazioni sociali e della cura di sé.

    I sintomi del disturbo, anche se attenuati o non sempre presenti in forma acuta, devono persistere per un periodo di almeno sei mesi per porre una corretta diagnosi. Episodi più brevi, che si risolvono a volte spontaneamente, possono essere però prodromici, cioè essere dei primi segni della malattia.

    A che età insorgono i segni della schizofrenia?

    La schizofrenia è una malattia che esordisce clinicamente in una età compresa tra i 15 e i 25 anni. Se non trattata precocemente, tenderà a cronicizzarsi e a produrre disagi gravi nell’individuo, fino a una mancanza totale di autonomia, all’incapacità di stabilire relazioni sociali e anche a provvedere alle minime cure di sé.

    Per una diagnosi corretta è necessaria una valutazione psico-patologica accurata, effettuata da uno psichiatra esperto, che si avvarrà sia del colloquio clinico, che di strumenti di valutazione, come scale cliniche che analizzano gravità e frequenza dei sintomi, e test neuropsicologici che indagano sulle funzioni cognitive.

    Una diagnosi precoce della malattia e, quindi, un trattamento precoce, ne influenzeranno positivamente il decorso, limitando il disagio che la schizofrenia comporta all’individuo e, spesso, alla sua famiglia.

    Esiste una cura valida per la schizofrenia?

    I farmaci antispicotici sono essenziali per la cura di questo disturbo. Trattano i sintomi della malattia e necessitano di un periodo di somministrazione prolungato, potenzialmente per tutta la vita, per ridurre le ricadute e migliorare la qualità della vita del paziente.

    Gli antipsicotici agiscono prevalentemente sul sistema dopaminergico e, quelli più recenti detti anche di seconda generazione, anche sul sistema serotoninergico.

    Questi due sono i sistemi di neurotrasmettitori più compromessi nella malattia e responsabili della gran parte dei sintomi. Sono efficaci soprattutto sui sintomi positivi (allucinazioni, deliri, comportamento disorganizzato). Devono essere assunti sotto il controllo di uno specialista, perché possono causare effetti collaterali che, se non ben valutati, possono essere anche gravi.

    Quando si è ottenuta una stabilizzazione dei sintomi più acuti, per implementare le abilità sociali, l’autosufficienza, le abilità manuali e la comunicazione interpersonale, è molto utile associare dei trattamenti psicosociali.

    Alcuni dei sintomi più rilevanti della schizofrenia coinvolgono, infatti, le relazioni del paziente con gli altri e il recupero delle capacità comportamentali è specificatamente mirato a intervenire su tali deficit.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Marco Paolemili

    Specialista in Psichiatria