Scabbia: sintomi, contagio e terapia

La scabbia è un’infezione della pelle provocata da acari microscopici

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    La scabbia è un’infezione della pelle. Si manifesta con la formazione di protuberanze dolorose e vesciche. La malattia è causata da acari microscopici, che si annidano sull’epidermide per deporre le uova. Fra i principali sintomi, il prurito e le pustole che si rompono quando vengono grattate. La pelle tende a diventare spessa e squamosa. Il contagio avviene nei luoghi affollati, attraverso, però, un contatto prolungato della pelle, o per mezzo di contatti ravvicinati. La terapia consiste nell’uso di una crema o di una lozione apposita per uccidere gli acari. A volte si rende necessario ricorrere anche all’uso degli antibiotici.

    I sintomi

    I sintomi della scabbia sono costituiti da piccole protuberanze e vesciche che provocano dolore. Di solito le tracce lasciate dalla malattia si presentano come delle linee ondulate e rossastre, che si possono notare soprattutto tra le dita e attorno al polso. Queste croste provocano un prurito molto forte, che può peggiorare di notte o dopo un bagno caldo. Le pustole, quando vengono grattate, tendono a rompersi.

    Inoltre la pelle colpita da questa infezione può diventare più spessa e squamosa e può ricoprirsi di graffi provocati proprio in seguito al prurito. Le parti del corpo più colpite sono le mani e i piedi, la parte interna del polso e la zona intorno alle ascelle. Non si esclude, comunque, che il contagio possa interessare i gomiti, il petto, i genitali e l’ombelico.

    Possono subentrare anche delle infezioni secondarie, a causa della presenza di batteri. Tra questi fenomeni infettivi, si può menzionare l’impetigine.

    Il contagio

    Il contagio della scabbia avviene nei luoghi affollati, come, ad esempio, le scuole, dove avvengono contatti ravvicinati. Perché si verifichi la trasmissione della scabbia, è necessario che la pelle di due individui rimanga a stretto contatto. L’infezione può trasmettersi anche attraverso contatti sessuali.

    Bisognerebbe fare attenzione anche ad entrare in contatto con oggetti e vestiti che ha usato una persona infetta. Tuttavia l’eventualità che anche questa possa essere una causa di contagio è più rara. E’ opportuno, comunque, sapere, anche in termini di prevenzione, che gli acari della scabbia possono sopravvivere senza essere sulla pelle dell’uomo anche fino a 24 o 36 ore.

    La terapia

    La terapia per la scabbia viene messa in atto attraverso la prescrizione di una crema o di una lozione apposita, che servono ad uccidere gli acari. Le creme vanno applicate su tutto il corpo e non soltanto sulla parte colpita dalle eruzioni cutanee. L’amalgama deve rimanere a contatto con la cute per un periodo di tempo che va dalle 8 alle 12 ore e poi può essere tolto attraverso l’acqua. Per esempio, il tutto si può applicare prima di andare a letto, per poi toglierlo la mattina. Non basta una sola applicazione, visto che il trattamento deve essere ripetuto dopo una settimana.

    In caso di infezione batterica che si aggiunge a quella da scabbia, potrebbe essere necessaria la somministrazione di antibiotici. Si possono usare gli antistaminici per alleviare il prurito e una crema a base di cortisone, per far scomparire più in fretta i segni sulla pelle.