Sbadiglio: contagioso come un’epidemia!

Sbadiglio: contagioso come un’epidemia!

Sbadiglio: contagioso come un'epidemia!

da in Dopamina, Neurotrasmettitori, News Salute, Ricerca Medica, Sonno, Ipotalamo
Ultimo aggiornamento:

    Uno sbadiglio

    Se scriviamo “sbadiglio”, quasi sicuramente finirete per sbadigliare, se lo facessimo davanti ai vostri occhi, presto ci imitereste, così come, basta sbadigliare al telefono perché dall’altro capo del filo, senza neanche pronunciare la parola, si sbadigli e, addirittura, persino una vignetta raffigurante uno sbadiglio genera una sorta di emulazione.Lo sbadiglio è diffuso in tutti gli animali, vertebrati e invertebrati, uccelli e persino nelle lucertole e nei pesci, ma l’unico “animale” dove è riscontrabile l’emulazione, ovvero il contagio da sbadiglio, è nell’uomo. Ma anche nell’essere umano, pur assistendo al tenero fagotto di neonato sbadigliare e persino farlo dal feto dentro il grembo della mamma, il bambino comincia a risentire dei contagi degli altri che sbadigliano fin dal secondo anno di vita, prima ne risulta immune.

    Sonno, fame, sete, ipertermia sono situazioni che inducono lo sbadiglio, aggiungiamo anche la noia, un’ottima complice di questo atto fisiologico, si tratta di capire perché si sbadiglia.

    Il motivo sarebbe da ricercare nei neurotrasmettitori che ricordiamo essere quelle sostanze in grado di inoltrare le informazioni attraverso le cellule nervose, neuroni e fra queste sostanze ricordiamo la dopamina che abbiamo visto entrare anche in alcune gravi malattie, ne citiamo una per tutte, la depressione.

    Il meccanismo di comando dell’atto dello sbadigliare parte da una zona del cervello chiamata ipotalamo, geloso custode di tutti quei siti predisposti a dar vita ai bisogni fisiologici dell’individuo, pensiamo al sonno, alla fame,alla sete e, a dimostrazione di come, fondamentalmente, almeno nella struttura fisica siamo fatti tutti allo stesso modo, lo sbadiglio è un interprete palese di questa considerazione, tant’è che sbadigliano gli uomini come le donne, i bambini come gli adulti, i neri, come i bianchi o gli asiatici o i popoli con gli occhi a mandorla, esquimesi compresi, tutti stretti insieme da una lunga ispirazione che rende impossibile chiudere la bocca o evitare di aprirla facendo uscire l’aria, il tutto per una manciata di secondi.

    Si sbadiglia di più al mattino e prima di coricarsi, ma lo sbadiglio mattutino si accompagna ad una distensione dei muscoli, la sera, ciò si riscontra più raramente.

    Ci chiedevamo il perché dello sbadiglio, ebbene , l’origine ed il motivo per il quale lo sbadiglio sia contagioso è del tutto oscura anche per la scienza, nonostante si ritenga che l’esigenza dell’organismo è quella di rifornire di ossigeno il sangue quando questi è saturo di anidride carbonica, così come parrebbe utile per compensare la pressione esterna con quella interna, agendo sull’orecchio medio, si pensi quando si va sott’acqua o si sale di quota andando in montagna, ad esempio.

    Suggestiva quanto mai, invece, l’origine del contagio da sbadiglio, una sorta di messaggio subliminale fra individui che, senza dirselo chiaramente e soprattutto a parole, con lo sbadiglio manifesterebbero la loro complicità nel sostenere una condizione di noia o di sonno in modo da indirizzare il gruppo verso una stessa univoca azione collettiva.

    Suggestiva davvero questa teoria, speriamo soltanto che alla fine di questo articolo non abbiate messo in pratica tutte le diverse fasi che vi hanno indotto ad uno sbadiglio….. ristoratore!

    Fonte: Lucia Carriero Max Planck Institute of Psychiatry, Muenchen (Germania)

    572

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN DopaminaNeurotrasmettitoriNews SaluteRicerca MedicaSonnoIpotalamo
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI