Sanità: medici in sciopero lunedì 19 dicembre

Sanità: medici in sciopero lunedì 19 dicembre

Lunedì 19 dicembre anche i medici sono al fianco degli altri lavoratori pubblici, partecipano allo sciopero per chiedere un’inversione di rotta della manovra del governo Monti

da in News Salute, Sanità
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    Sciopero dei medici il 19 dicembre

    Lo sciopero entra anche in ospedale: anche i medici, dipendenti del servizio sanitario pubblico e di medicina generale, hanno deciso di incrociare le braccia lunedì 19 dicembre, aderendo allo sciopero del lavoro pubblico indetto da Cgil, Cisl e Uil. La protesta, che coinvolge anche il settore sanitario, ha come protagonista il recente decreto salva-Italia, recentemente stilato dalla nuova squadra di governo, guidata da Monti.

    Anche i camici bianchi vogliono manifestare apertamente, scioperando il prossimo lunedì, 19 dicembre, il proprio dissenso alle scelte del neogoverno. I rappresentanti sindacali della categoria, Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, Biagio Papotto, segretario nazionale Cisl medici e Armando Masucci, segretario generale Uil-Fpl medici, considerano la manovra la manovra “fortemente iniqua per medici, veterinari dipendenti e medici convenzionati, pensionati e precari, e inoltre sconta l’inaccettabile assenza di confronto con le parti sociali”.

    Quella prevista per lunedì 19 dicembre è una vera e propria mobilitazione unitaria, per chiedere “forte e chiaro” un deciso cambio di rotta.

    Lo scopo è ottenere “una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle dei medici e dei pensionati, che danneggia oltre 10mila precari; misure che colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni”.

    I professionisti della sanità italiana, ma non solo, chiedono di cambiare le “vittime” della manovra, di elaborare “una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita senza penalizzare ulteriormente il welfare locale e la sanità; il rinnovo dei contratti e delle convenzioni; la modifica dell’obbligo dell’assicurazione a carico dei medici ma non delle strutture; la modifica dell’obbligo delle sanzioni disciplinari ordinistiche per la formazione a fronte del taglio del 50% dei fondi”.

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