Sanità in Italia: un servizio essenziale elargito a macchia di leopardo da regione a regione

Sanità in Italia: un servizio essenziale elargito a macchia di leopardo da regione a regione

Fonte: George France, Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie ’Massimo Severo Giannini’ del Cnr, Roma

da in Cancro al seno, Ministero della Salute, News Salute, Sanità
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    La Sanità in Italia, un servizio che risente delle condizioni di ogni singola regione con diverso tipo di elargizione dei servizi ai cittadini

    Uno studio del CNR ci mostra, sanitariamente parlando, un’Italia attrezzata e rispondente alle esigenze del cittadino, un po’ a macchia di leopardo con regioni d’eccellenza e regioni che risentono di problematiche anche sociali che manifestano i segni di debolezza di un sistema sanitario che in certe aree del Paese diviene persino carente e insoddisfacente nel rispondere alle istanze dei pazienti.

    Fatto sta che la Sanità è la voce di bilancio che più di ogni altra incide sui conti dello Stato e che stimola appetiti, non sempre del tutto adamantini, in certe regioni dove la presenza di un endemico assistenzialismo misto ad una gestione del pubblico molto discutibile, finisce con lo scaricare nel sistema centrale una gestione del pubblico denaro sbagliata e, sicuramente non in linea con quella che dovrebbe essere la moderna gestione della res pubblica.

    Nella pubblicazione redatta per il CNR da Gorge France dal titolo “Federalismi e Sanità” non mancano i dati relativamente ai costi della sanità per ogni abitante, rilevando come, “Nel 2004, l’Italia ha speso mediamente 1.506 € per la sanità, con un massimo di 1.922 € nella provincia autonoma di Bolzano e un minimo di 1.350 nella Puglia”, spiega France. Le diversità sono marcate anche quando si parla della dotazione delle apparecchiature mediche. “Nel 2002 le regioni del Sud avevano 1,87 tomografi computerizzati contro 1,91 del nord, 0,63 apparecchiature a risonanza magnetica nucleare contro lo 0,88 del Settentrione e 12,15 ecotomografi per 100.000 abitanti mentre al Centro-Nord se ne contano 18,28”, prosegue il ricercatore dell’Issirfa-Cnr.

    Ma l’estrema diversità la si riscontra anche in ambito all’elargizione delle cure palliative, quelle terapie atte a migliorare la qualità della vita dei pazienti che vi si sottopongono piuttosto che la durata stessa dell’esistenza minata da patologie incurabili. Anche in questo lo spaccato dell’Italia è quanto mai disomogeneo se si considera che “Le strutture pubbliche e le organizzazioni volontarie dove si prestano tali cure contavano, nel 2005, 225 servizi al Nord, 109 al Centro e solo 70 al Sud.

    L’assistenza a domicilio e semi-residenziale, nello stesso periodo, aveva una diffusione pari a 20 servizi ogni 100.000 abitanti in alcune regioni del Centro-Nord e quasi 5 al Sud”, precisa il ricercatore dell’Issirfa-Cnr. “Nel 2005 la spesa pro capite nazionale per l’assistenza a domicilio e presso strutture residenziali e semi-residenziali era pari a 52.11 €, scendendo dai 109.7 € del Trentino, ai 9.99 € della Campania. Infine, un’altra disparità. Nel 2005, la media nazionale del numero di infermieri in ospedali pubblici per 1000 abitanti era pari a 4,08, rispetto ad un massimo di 6,25 per la regione Friuli-Venezia-Giulia e ad un minimo di 3,31 per la Sicilia”.

    Se poi si osservano i dati di mortalità di alcune malattie gravi, come il tumore al seno, se è vero che l’aumento dell’aspettativa di vita per questa grave patologia si riscontra ovunque nel Paese, vero è anche che esistono realtà diverse, regione per regione, che non ci consentono di delineare una situazione omogenea in tutta la penisola e non potrebbe che essere così, stante la situazione evidenziata dai dati su riportati. Un diverso approccio della malattia, anche in ambito diagnostico, spesso aggravata da liste d’attesa troppo lunghe, come accade in molte regioni d’Italia, compreso un approccio terapeutico di una patologia grave diverso in funzione della dotazione di presidi medici da regione a regione, non può che caratterizzare, nel bene o nel male, il tipo di approccio alla malattia e alla vita stessa del paziente.

    Fonte: George France, Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie ’Massimo Severo Giannini’ del Cnr, Roma, dati raccolti da Daniele Zoino

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