Sanità: in aumento i casi di mancata umanizzazione

Sanità: in aumento i casi di mancata umanizzazione

Nell'ambito del progetto integrato di tutela messo a punto da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato si è registrato un aumento di casi in cui è messa in atto una mancata umanizzazione dei medici verso i pazienti

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    sanita umanizzazione

    Nella sanità sembra siano in aumento i casi di mancata umanizzazione. É questo il dato che emerge dalla situazione che è stata messa in evidenza nell’ambito del progetto integrato di tutela messo a punto da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Le segnalazioni sono molte e sono sempre di più per i casi di incuria e di comportamento censurabile.

    Nell’occhio del ciclone ci sono senza dubbio i medici ospedalieri, ma non molto migliore è il quadro relativo ai medici di famiglia e agli infermieri. Gli svantaggi sono sopratutto per gli anziani e per chi ha una disabilità. I modi in cui si esprimono e si mettono in atto la mancata umanizzazione e il comportamento non proprio encomiabile dei medici nei confronti dei pazienti sono tanti. Facciamo qualche esempio concreto. Sono state registrate segnalazioni di pazienti ricoverati in ospedale che non vengono aiutati nel momento in cui hanno bisogno di alzarsi dal letto e che non vengono lavati e cambiati in maniera adeguata.

    Ma molto spesso sono i comportamenti sgarbati e l’atteggiamento di sufficienza a costituire un problema, specialmente in quei casi in cui ci si trova di fronte alla sofferenza. É ovvio che non tutto il personale sanitario è così. Non si deve affatto generalizzare, ma occorre comunque prestare attenzione ad una questione che sembra sempre più diffusa. Viene da chiedersi se l’assistenza sanitaria è meglio pubblica o privata, ma non ha molto senso porre il problema in questi termini.

    Il punto centrale, sul quale anche i medici e gli infermieri sono d’accordo, è il fatto che si dovrebbe mirare di più non alla produttività, che spesso impone ritmi serrati, non adeguati all’ascolto dei bisogni dei malati, ma alle esigenze di chi soffre. E in questo senso occorre fare di più anche nella formazione dei medici. Se poi aggiungiamo le liste di attesa per la sanità, con tempi eccessivi per visite ed esami, il quadro che ne viene fuori non è certo facile da risolvere.

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