Sanità: il consenso informato

Sanità: il consenso informato

Secondo la convenzione del 1997 in attesa di essere ratificata da legge si e' stabilito che l'acettazione e la firma attraverso il consenso informato ha delle specifiche che sono determinanti nei conflitti giurisprudenziali tra medico e paziente

da in Malattie, News Salute
Ultimo aggiornamento:

    Codice Deontologico

    A parlarne e’ l’avvocato Natale Callipari che, di fronte alla tendenza attuale del paziente medio di chiedere il risarcimento in caso di errore medico, spiega la differenza tra consenso e consenso informato in fatto di cure e prestazioni mediche.

    Il consenso informato vale nei casi di conflitto giurisprudenziale, esprime in modo manifesto la volonta’ del paziente di essere trattato secondo la pratica e la metodologia che va a sottoscrivere.

    Nel 1997 e’ stata sottoscritta la Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la Biomedicina, la quale dispone che il paziente sia informato adeguatamente “sullo scopo e sulla natura dell’intervento” nonche’ “sulle conseguenze e sui rischi”, premesso che tale consenso ha diritto di recesso.

    La “regola” in base alla quale la convenzione si muove e’ del rispetto della dignita’ del malato e della sua integrita’.

    In Italia la Convenzione e’ stata recepita come Legge 145/2001 in attesa di ratifica per applicazione in tutte le strutture sanitarie, stabilisce che il medico debba fornire adeguate informazioni in fatto di trattamento diagnostico e terapeutico, con una espressione in forma manifesta da parte del paziente per l’accettazione.

    Il consenso espresso e’ integrativo e non sostitutivo del processo informativo (articoli 33 -35 del C. D. di medici e odontoiatri) a cui sono sottoposte le strutture sanitarie.

    Per informazioni in merito alla normativa vigente: info@osservatorioresponsabilitamedica.net .

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