Sangue trasfusioni: forse si otterrà dalle cellule della pelle

Sangue trasfusioni: forse si otterrà dalle cellule della pelle

Penuria di sangue per le trasfusioni? Secondo una ricerca, in un futuro non troppo lontano la risposta potrebbe arrivare da un proprio lembo di pelle

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    Ottenere sangue per le trasfusioni da un lembo di pelle: la notizia è di quelle che fanno rapidamente il giro del mondo ed è frutto di uno studio, condotto da scienziati della McMaster University, in Canada, e pubblicato sulla rivista scientifica Nature”. Una ricerca rivoluzionaria, dalle applicazioni molto importanti in medicina.

    Se, infatti, questo primo studio, condotto in laboratorio, sarà confermato da test sull’uomo, si potrà finalmente rimediare alla scarsità di sangue per le trasfusioni che, spinge, oggi, a continui appelli a potenziali donatori. Senza dimenticare che, in questo modo, ogni persona potrà avere sangue proprio, quindi perfettamente compatibile, escludendo i rischi potenzialmente legati all’emotrasfusione da donatore (come infezioni, o forme di rigetto). L’importanza dell’applicazione è tale che negli ultimi tempi diverse sono le attività di ricerca scientifica sul tema, non ultima quella riguardante la creazione di sangue artificiale.

    Un altro aspetto da non sottovalutare è stato il modo in cui i ricercatori canadesi sono riusciti a ottenere il sangue dalla pelle: gli studiosi, infatti, hanno trasformato le cellule staminali cutanee direttamente in cellule del sangue, senza doverle prima “ringiovanire” fino allo stadio di staminali pluripotenti, cioè in grado di differenziarsi in altri tipi di cellule. Il procedimento sarebbe reso possibile dall’aggiunta, nella coltura di laboratorio, di una proteina che è risultata capace di riprogrammare i geni delle cellule della pelle fino alla trasformazione in cellule ematiche.

    Lo studio è durato circa due anni ed ha riguardato cellule cutanee di differenti fasce di età, per verificare che il procedimento potesse essere replicabile sempre. E così è risultato. Ora, chiaramente, occorrerà procedere a studi non più su cellule umane in laboratorio, ma direttamente sull’uomo: si comincerà probabilmente già nel 2012.

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