Salvia: evidenti effetti su memoria e capacità cognitiva negli anziani

Salvia: evidenti effetti su memoria e capacità cognitiva negli anziani

Tale grosso limite si rivela con molti integratori, venduti per migliorare le performances cerebrali ma che a volte presentano molto presto i propri limiti

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    E’ difficile poter stabilire quale sostanza assunta dall’esterno possa estrinsecare i propri benefici effetti a livello cerebrale, stante il grosso filtro che l’organismo dispone proprio per evitare il passaggio di eventuali sostanze dannose che potrebbero danneggiare il cervello; tale struttura si definisce barriera ematoencefalica ed è molto selettiva sul tipo di sostanze che debbano superarla rispetto a quelle a cui ne è impedito il passaggio.

    Tale grosso limite si rivela con molti integratori, venduti per migliorare le performances cerebrali ma che a volte presentano molto presto i propri limiti. Tuttavia oggi, come dimostra uno studio effettuato da Ricercatori della Swinburne University a Melbourne in Australia, si sarebbe potuto dimostrare che gli estratti di salvia Officinalis possono migliorare le attività cognitive dopo eventuali effetti acuti negli anziani.

    Lo studio si è svolto su 20 volontari con un’età superiore a 65 anni che hanno ricevuto 4 dosaggi attivi di estratto e placebo, per un periodo di 7 giorni. Secondo le conclusioni dello studio si sarebbe potuto dimostrare che in quei pazienti che avevano assunto l’estratto di salvia si è assistito ad significativo miglioramento della performance secondaria di memoria.


    È stato anche riscontrato un miglioramento significativo dell’accuratezza dell’attenzione dopo l’assunzione del dosaggio di 333 mg., analogo risultato si è dimostrato nel miglioramento della memoria di tali pazienti. Non parrebbe dunque del tutto escluso che l’industria farmaceutica intenda predisporre particolari sostanze parafarmaceutiche opportunamente dosate sfruttando gli estratti di salvia a scopo terapeutico, soprattutto nella sequela di sintomi afferenti ad un accidente cerebrovascolare. ( Xagena2008 )

    Fonte: Scholey AB et al., Psychopharmacology 2008; 198: 127-139

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