Salute: più fiducia a Internet e meno al medico

Salute: più fiducia a Internet e meno al medico

Indagine del Censis rivela un calo di fiducia nel ruolo del medico, le cui indicazioni vengono messe in dubbio e confrontate dai pazienti con le informazioni di salute che si trovano in internet

da in In Evidenza, Sanità
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    Le informazioni di salute si cercano su internet

    I medici non sono più quelli di una volta, o per lo meno i pazienti italiani non li vedono più allo stesso modo, cioè come un’autorità dal parere insindacabile e infallibile. Probabilmente la motivazione va ricercata anche nei casi di malasanità, che non possono non influire sul rapporto medico-paziente. Ma se non ci si fida più totalmente del medico, a chi ci si rivolge per conoscenze e conferme sulla salute?

    A Internet: circa il 29% degli Italiani naviga sul web alla ricerca di informazioni sanitarie. Lo rivela il “Monitor Biomedico 2009”, presentato ieri a Roma dal Censis.La ricerca evidenzia come il 12% dei connazionali controlla su Internet le indicazioni dei sanitari e la stessa percentuale arriva anche a discutere con il proprio medico di quanto ha sortito la ricerca telematica, arrivando, nel 4,7% dei casi anche a contestare le diagnosi e le cure prescritte dallo specialista, proprio sulla base di quanto appreso via web.

    Ma non è tutto, tutte le percentuali risultano di molto maggiori tra i laureati: il 22% controlla le informazioni su internet, il 23,7% si confronta il medico e l’8,9% arriva a contestarlo.

    Da un lato l’indagine evidenzia per lo meno una certa fiducia nelle informazioni che si possono reperire nel vasto “cyber mondo” e questo merita un avvertimento: mai affidarsi totalmente al web, magari facendo autodiagnosi o, peggio ancora, cure fai da te. Online si possono trovare anche notizie false e tendenziose e, trattandosi di salute, potenzialmente pericolose. Quindi è fondamentale rivolgersi sempre al medico.

    D’altra parte non si può evitare di constatare una forte crisi nel rapporto medico-paziente, cardine di ogni efficace percorso di cura. “Il paziente si muove con più competenza, sfidando l’autorità del medico che è percepito come un esecutore tecnico di un sapere complesso di cui però non ha più l’esclusiva” commenta Maria Concetta Vaccaro del Censis. “Un errore viene quindi attribuito alla fallibilità del professionista e non della scienza medica. E questo aumenta l’intolleranza e pregiudica il rapporto medico-paziente”.

    Immagine tratta da: Oggiscienze.files.wordpress.com

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